Una vittoria di prestigio contro una grandissima del calcio europeo per ottenere punti pesantissimi in ottica qualificazione al prossimo turno di Champions League e, forse soprattutto, per mettersi alle spalle il primo vero momento complicato della stagione.
L’Inter aveva bisogno di vivere una serata speciale contro il Barcellona e l’ha vissuta. La compagine nerazzurra si è imposta per 1-0 al termine di 90’ tirati che hanno regalato molte delle risposte che servivano.
Gli uomini di Inzaghi ha proposto del buon calcio ed hanno anche saputo soffrire quando c’era da soffrire, mostrando una rinnovata tranquillità in fase difensiva. Merito, in quest’ultimo caso, anche di André Onana che, chiamato per la terza volta a difendere la porta nerazzurra in Champions League, non solo ha risposto presente, ma ha anche convinto.
Ha gestito bene la palla con i piedi quando è stato necessario farlo (regalando anche qualche brivido), si è guadagnato gli applausi con uscite alte e a terra sempre tempestive ed ha mostrato anche grande personalità incitando i compagni e comandando la difesa come un portiere di grande esperienza dovrebbe fare.
A rendere speciale la sua serata anche un pizzico fortuna, tradotta nella complicità del palo per neutralizzare un tiro a botta sicura di Dembelé e quella chiamata del VAR che, su l’unica vera (uscita totalmente sbagliata) sbavatura del suo Inter-Barcellona, ha portato all’annullamento del goal dell’1-1 di Pedri.
I meneghini, per la seconda volta consecutiva in Champions (e la cosa non succedeva dal 2010) tengono la loro porta inviolata e lo fanno anche grazie all’estremo difensore camerunense che a questo punto lancia la sua sfida ad Handanovic.
Nei 270’ sin qui giocati in nerazzurro ha convito: ha parato il parabile nella sconfitta contro il Bayern e non ha sbagliato nulla nella serata ben più tranquilla contro il Viktoria Plzen.
Chissà se quella contro il Barcellona, una partita vissuta da ex visto che ha trascorso diversi anni nel leggendario settore giovanile blaugrana, sarà quella dei passi importanti verso i galloni da titolare. La sensazione di molti è stata quella che, anche grazie al suo modo di occupare l’area, l’Inter abbia ritrovato quella sicurezza che era venuta meno dopo le ultime prestazioni tutt’altro che convincenti di Handanovic.
Il tempo ed il campo diranno se per Simone Inzaghi le gerarchie stanno cambiando oppure se il suo ruolo resterà quello di ‘portiere di coppa’, intanto però l’ex Ajax si è goduto la sua miglior serata da quando si è trasferito all’Inter.
“Per me è stata una serata speciale - ha spiegato a ‘Inter TV’ dopo il triplice fischio finale - perché ho iniziato proprio al Barcellona quando ero bambino. Per me conta moltissimo essere riuscito a mantenere la porta inviolata, è stata una delle chiavi della partita. Siamo felicissimi di questo risultato ed ora speriamo di andare avanti così”.
Inzaghi ha già fatto sapere che continuerà a “scegliere con tranquillità” e non potrebbe essere altrimenti: contro il Barcellona si è avuta la conferma che l’Inter ha molto di più di un semplice secondo portiere.
