E' un'Inter grande con le grandi e piccola con le piccole quella che ha approcciato al 2023, lasciandosi alle spalle una prima parte di stagione in cui avveniva l'esatto contrario: tanta fatica negli incontri di cartello e classifica costruita proprio sugli scontri (sulla carta) più abbordabili.
I due punti conquistati tra Monza, Empoli, Sampdoria e Bologna hanno fatto scattare il campanello d'allarme, con la spia rivolta sulla netta differenza di atteggiamento tra un impegno e l'altro, come se la soglia dell'attenzione fosse in perenne movimento.
Questa discontinuità di risultati tra una partita e l'altra ha, di fatto, risucchiato i nerazzurri nel calderone della lotta per un posto nella prossima Champions League: la gara odierna in programma a San Siro contro il Lecce rappresenta un'occasione di riscatto in tal senso, ma anche un modo per invertire una tendenza ormai preoccupante.
Guai, però, a sottovalutare i salentini, già carnefici di vittime eccellenti in un campionato con ben 27 punti all'attivo dopo le prime 24 giornate.
A remare dalla parte di Brozovic e compagni vi è il k.o. del Milan a Firenze, che ha reso un po' meno amaro il successo della Lazio a Napoli; all'Olimpico, peraltro, andrà in scena Roma-Juventus, con le due squadre che, gioco forza, si toglieranno punti a vicenda.
Una chance irripetibile da sfruttare e, magari, da replicare anche nella giornata successiva che vedrà protagonista l'Inter sul campo dello Spezia, quattro giorni prima del ritorno degli ottavi di Champions League allo stadio do Dragão di Porto del 14 marzo.
Un altro passo falso minerebbe ulteriormente la fiducia dei ragazzi di Simone Inzaghi, chiamato a trovare rapidamente una soluzione per mettere un freno a questi cambi d'umore nerazzurri: per blindare quantomeno l'accesso alla massima competizione europea, obiettivo divenuto primario dopo aver preso atto dello stradominio del Napoli in ottica Scudetto.
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