Basterà probabilmente anche un punto al Real Madrid, che domenica potrà chiudere la questione al Bernabeu contro il Malaga e laurearsi campione di Liga. Ma le insidie del recupero di questa sera (calcio d'inizio alle ore 21) contro il Celta, apparentemente deboli, non mancheranno.
Vero, i galiziani ormai non ci sono più da tempo con la testa: nelle ultime 8 giornate di campionato hanno perso 7 volte, concentrandosi su un'Europa League sfumata solo a causa di un clamoroso errore di Guidetti all'ultimo secondo della semifinale di ritorno contro il Manchester United. Ma la gara è lo stesso pericolosa per un semplice motivo: i rapporti tra Celta e Barcellona.
È proprio a Vigo, ad esempio, che Luis Enrique è rinato professionalmente dopo la delusione romana: nel 2013/14 ha regalato al Celta (17° e salvo per un'inezia l'anno precedente) un buon nono posto in Liga, meritandosi la chiamata del Barcellona con cui nella stagione successiva avrebbe conquistato la Champions League.
Buoni sono anche i rapporti di mercato tra i due club: in difesa, tra titolari e seconde scelte, il Celta può vantare nientemeno che tre elementi cresciuti nella cantera del Barcellona, ovvero Sergi Gomez, Fontàs e Planas. Insomma, gli elementi per considerare tutt'altro che serena la trasferta in Galizia del Real Madrid sembrano già esserci tutti.

Portada SportE poi, da Barcellona le pressioni non stanno di certo mancando. Basta dare uno sguardo alle prime pagine dei due principali quotidiani catalani per rendersene conto: oggi sia il 'Mundo Deportivo' che 'Sport' hanno aperto con un "Força Celta" a caratteri cubitali, nell'apparentemente fondata speranza che la formazione di Eduardo Berizzo possa far inciampare quella di Zinedine Zidane.
Del resto, in stagione è già accaduto: proprio il Celta ha eliminato il Real Madrid dai quarti di finale della Coppa del Re, andando a sbancare il Bernabeu per 2-1 e poi strappando un vitale 2-2 a Balaidos. Un precedente che spaventa le merengues quanto il match d'andata: un 2-1 soffertissimo ottenuto solo a 9 minuti dalla fine grazie a Toni Kroos.

