Il nuovo gioiello della Juventus ha un nome e un cognome: Fabio Miretti. Massimiliano Allegri lo ha lanciato dal primo minuto contro il Venezia, domenica scorsa all'ora di pranzo, e il giovanissimo centrocampista delle giovanili bianconere non si è fatto tradire dall'emozione. Tutto normale. Come normale, dal suo punto di vista, è il percorso che lo ha visto arrivare in prima squadra.
«Quando andava alla feste di Natale della Juventus - racconta Livio Miretti, il padre, intervistato da 'Tuttosport' - non chiedeva autografi ai calciatori e nemmeno foto. I suoi compagni tornavano a casa carichi di meraviglia, per lui era tutto naturale. E ripeteva: “Fra qualche anno ci arrivo anch’io coi grandi".
E dire che, all'inizio, Miretti proprio non si immaginava nella posizione di centrocampista.
"Lo mise in quel ruolo per la prima volta Giovanni Valenti, a 13 anni. A lui non piaceva, non voleva arretrare di venti metri. Eppure ha avuto ragione Valenti: si è poi adattato alla grande, trovandosi bene con tutti gli allenatori. Pedone, Zauli e Bonatti sono quelli che gli hanno fatto compiere il salto".
Già negli scorsi mesi Miretti ha attirato attenzioni dall'estero. Ma suo futuro continuerà ad essere bianconero.
"La Juventus è il suo mondo, i contratti li ha firmati praticamente in bianco. Conta solo la sua felicità, non i soldi".
E se l'Arsenal di Carlos Cuesta, ex vice di Pedone nell'Under 17 e ora nello staff di Arteta, chiamasse?
"Hanno un rapporto splendido, ma per Fabio esiste solo la Juve, vuole vincere la Champions League con questa maglia".
Infine, chiusura con un aneddoto su Allegri.
"A Napoli, nella prima trasferta, Fabio si è ritrovato in camera il mister steso sul letto. Era stupito, non sapeva cosa dire. Gli ha fatto presente che quella fosse la sua camera e Max gli ha detto: “Scusami, sono rimbambito”. Ed è andato via ridendo".


