E' ancora negli occhi di tutti la serata dell'addio al calcio giocato di Zlatan Ibrahimovic, annunciato al termine di Milan-Verona tra le lacrime degli ormai suoi ex compagni di squadra e del pubblico, addolorato all'idea di non poter più ammirare le giocate di un campione senza epoca.
Lo svedese ha comunicato la fine della carriera agonistica, senza lasciare grossi indizi su un possibile futuro da allenatore o dirigente: secondo quanto riferito dal 'Corriere dello Sport', però, almeno la prima fase del dopo-ritiro potrebbe essere contraddistinta da un ruolo diverso.
Il Milan, infatti, sarebbe propenso ad offrirgli la carica di Club Manager, una sorta di collante tra la squadra e la dirigenza da non confondere con la figura del Team Manager, dedita a compiti di natura più formale e logistica: una mossa studiata alla luce degli ultimi malumori, derivanti dalla separazione tra Paolo Maldini (seguito da Frederic Massara) e il club rossonero.
In società sarebbero pronti a reintrodurre questa posizione, occupata dal solo Christian Abbiati dal giugno 2017 al luglio 2018: Ibrahimovic sarebbe il candidato ideale per carisma e capacità di leadership nei confronti del gruppo, condotto allo Scudetto anche grazie agli stimoli offerti a Calabria e compagni.
Ibrahimovic sarebbe un ponte di collegamento tra due mondi, apparentemente spaccatisi dopo la decisione di Cardinale di creare un gruppo di lavoro (capitanato dall'amministratore delegato Giorgio Furlani e da Geoffrey Moncada) a stretto contatto con Stefano Pioli, a sua volta inquadrato in un contesto più manageriale che ricalca una concezione 'all'inglese' del ruolo.
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