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Ibra Milan lacrimeGetty

Ibrahimovic lascia il calcio giocato: l’addio tra le lacrime sue e di San Siro

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Doveva essere una serata diversa dalle altre e lo è stata. La serata giusta per salutare la stagione, quella per salutare lo Scudetto sul petto e quella per salutare un grande campione giunto alla fine del suo lungo percorso in rossonero.

A San Siro è stato tutto questo, ma anche molto di più. Sì perché Zlatan Ibrahimovic non ha lasciato solo il Milan, ma ha lasciato il calcio giocato. Una decisione, quella comunicata al suo ‘popolo’, che ha sorpreso in tanti, compreso le persone a lui più vicine.

Un addio da brividi quello di Ibra, un addio che non poteva non essere accompagnato dalle lacrime. Quelle di tanti assiepati sugli spalti di San Siro che si sono riscoperti a vivere un momento storico, quelle di molti tra i suoi compagni di squadra ed anche le sue.

Ibra, uno dei duri per eccellenza del calcio mondiale, nella serata nella quale ha annunciato quella decisione che, per sua stessa ammissione, in tante occasioni ha cercato di dribblare, per una volta si è dovuto arrendere all’emozione.

Dopo un video con il quale sono state riassunte alcune delle sue gesta, ha fatto il suo ingresso in campo su un tappeto rosso. A fargli da corridoio quei compagni che a lui devono tanto e ad attenderlo la dirigenza del Milan al gran completo. Una dimostrazione di rispetto riservata a pochissimi.

Uno sguardo a quella che per anni è stata la sua casa, un lungo sospiro, la difficoltà a parlare al microfono, le lacrime trattenute a stento e poi liberate quando l’emozione si è fatta troppo forte.

Si è ‘arreso’ quando alcuni suoi compagni lo avevano fatto già da un po’ e soprattutto mentre il volto di sua moglie era già segnato da un pianto a dirotto.

Non poteva d’altronde essere altrimenti e non poteva essere più bello il momento nel quale si è chiuso un capitolo meraviglioso della sua vita e se ne è aperto un altro.

L’Ibrahimovic calciatore se ne è andato così, tra l’affetto dei suoi tifosi e della sua squadra, tra i cori e gli abbracci di chi sperava di rivederlo ancora per un altro po’ in campo.

Il tempo dirà cosa gli riserverà il futuro, intanto lascia in eredità una carriera costellata da trentadue trofei, valanghe di goal e magie assolute che mai si erano viste su un campo da gioco prima del suo avvento.

Nella serata nella quale uno dei giocatori più iconici di sempre ha annunciato il suo ritiro, anche il 'Dio del calcio' si sarà lasciato scappare qualche lacrima.

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