E' considerato da molti il più grande allenatore del mondo. Da alcuni, della storia. In entrambi i casi, Pep Guardiola può dare una mano ad entrambi gli schieramenti, grazie alla finale di Champions League 2020/2021 raggiunta con il Manchester City.
La leggenda di Guardiola è tale che per il grande pubblico, anche recentmente ha raggiunto la finale di Champions. Non è così, visto e considerando che prima dell'eliminazione del PSG, il mister catalano non agguantava l'ultimo atto del torneo dal 2011. Ci sono voluti, di fatto, ben dieci anni:
"La storia è adesso. La gente può pensare che il Manchester City sia solo soldi dopo quanto speso in questi dodici anni, ma non è così: per noi è incredibile fare la nostra prima finale di Champions. Con il Barcellona ero abituato ad arrivare in finale ma qui al City è stato più complicato. Finalmente ci siamo".
In questo decennio Guardiola ha sempre vinto, con il Bayern Monaco prima e con il Manchester City, ma in Europa ha raggiunto al massimo le semifinali, con i bavaresi prima (tre su tre) e con gli inglesi poi, nel 2016 prima ed ora nel 2021, anno in cui ha superato anche tale ostacolo.
Guardiola, che dopo la Champions 2011 si prese un anno sabbatico prima di tornare in pista a Monaco di Baviera, ha due trofei in bacheca, su due vissuti dalla panchina. Può ora mettersi al collo la terza medaglia d'oro: come Paisley, Ancelotti e Zidane.
Cosa è mancato a Guardiola in questo decennio? I dettagli. In una competizione come la Champions un piccolo episodio può cambiare tutto e stavolta nessun grande colpo di scena si è verificato. Il Manchester City è apparso più quadrato, forse più umile, riuscendo ad espugnare Parigi e vincere in casa.
Proprio l'aver affrontato il PSG in semifinale può aver influito: in passato Guardiola è caduto contro squadre più esperte storicamente, che hanno gestito meglio le proprie forze. I francesi invece vivono la stessa situazione del City nell'ultimo decennio (entrambe a livello europeo hanno conquistato solamente una Coppa delle Coppe).
Il cammino del Manchester City nel 2020/2021 è stato assoluto, senza un attimo di pausa: neanche ai tempi del Barcellona il tecnico catalano aveva vinto così tanto in una sola edizione, undici successi in dodici gare. Zero sconfitte, un pareggio nella fase a gironi (0-0 contro il Porto).
Nei momenti giusti, Guardiola ha saputo sfruttare la sua conoscenza tattica, riproponendo il suo vecchio falso nove, con Foden nuova pedina per sconvolgere gli avversari. Zero punti di riferimento, in una squadra che può contare una panchina di lusso, finalmente capace di giocare assieme senza problemi anche in Europa.
La rivincita è in corso: manca l'ultima scena per chiudere il film in maniera magica.




