“La più grande competizione che il calcio per club abbia mai visto”. Così la Superlega fondata ieri sera si è definita in un documento pubblicato dal Guardian e scovato nel codice del sito della lega. Una stringa prima nascosta e poi attualmente cancellata dal sito web.
In questo documento, la Superlega ha tracciato quella che è la propria dichiarazione d’intenti, basata soprattutto sull’aspetto economico e sulle conseguenze del Covid-19, che avrebbe creato perdite per 5 miliardi di euro.
"Il valore dei diritti dei media live è stagnante o in calo poiché alcune delle nostre competizioni non riescono a soddisfare le esigenze dei fan e le nuove generazioni cercano intrattenimento in modi che non esistevano 10 anni fa.
Le debolezze nelle fondamenta del calcio sono note da molti anni, Covid ha semplicemente esposto la loro gravità e nessuno degli stakeholder del gioco ha trovato una soluzione. La stagnazione non è più un'opzione”.
La Superlega si è anche espressa anche sulla parte del merito sportivo, particolarmente dbattuta in questi giorni.
“Il nostro obiettivo è offrire ai tifosi il miglior calcio possibile fornendo al contempo l'accesso ai club qualificati per garantire la vivacità della competizione e mantenere un forte impegno per il principio del merito sportivo”.
L’idea della Superlega è quella di offrire “prezzi dei biglietti abbordabili" e aggiunge anche che i contributi di solidarietà alle leghe saranno molto maggiori rispetto a quelli attuali.
Commenti anche sul lato tecnologico, che sarà fortemente implementato.
“La struttura di proprietà e governance della Superlega è progettata per permetterci di adottare e incorporare rapidamente nuove idee. Che si tratti di cambiamenti nei formati di distribuzione delle partite dal vivo, nell'implementazione di regole potenziate dalla tecnologia o nello sviluppo dei giocatori, non possiamo più fare affidamento su organismi esterni per guidare il progresso in queste aree”.
