L’area tecnica pare un campo di terza categoria. Rolando Maran l’ha calpestata talmente tanto che le sue scarpe hanno lo stesso colore del fango. L’acqua gli bagna il pizzetto e lui si sbraccia per dare le ultime indicazioni. Mi giro verso il quarto uomo e vedo un 4 di colore rosso sulla lavagna luminosa: fuori il Ninja.
Segui 3 gare della Serie A TIM ogni giornata in diretta streaming su DAZNC’è un ingrediente che insaporisce la gara perfetta, che Nainggolan gioca contro la Fiorentina. Ma questo, al momento della sostituzione, ancora non lo sappiamo. Lo scopriremo nel post partita quando ci risponderà che l’amore per il calcio esiste. E lui l’ha ritrovato.
La prima cosa che noti quando guardi Radja da vicino è la cresta, curata e appariscente come il suo tocco palla; la seconda invece sono i calzettoni tagliati all’altezza del polpaccio, quasi a certificarne la forza esplosiva. Quando corre ha un’andatura molleggiata, non appoggia mai i talloni, sembra una fionda carica pronta a scagliarsi sul pallone. Crea e recupera: nella sua comfort zone è devastante.
“Oggi l’hai fatto brutto...” gli bisbiglia Maran all’orecchio davanti alla sua panchina. Lui sorride, si prende il giaccone e poi i complimenti del pubblico. Boateng sbuca da una porta secondaria e cerca i suoi occhi: “Oh Ninja, vedo che stai ancora bene fisicamente...” risposta secca: “E pensa che so’ pure influenzato!”.
Raffreddore da 1 goal e 3 assist. Quasi a volerci ricordare che ogni volta al minuto 13 ci fermiamo. Inconsapevolmente, basta un occhio al cronometro. Nulla di programmato, tutto spontaneo. Simeone scoppia a piangere dentro un applauso che non vuole finire, il ricordo di Davide lo smuove, il Ninja gli tira un buffetto: stai concentrato Cholito, dobbiamo vincere.
La partita è finita, se mai fosse cominciata. Nainggolan è l’ultimo dei suoi a lasciare lo stadio, prima ha parlato con la stampa e poi ha disturbato Rog mentre finiva un’intervista. Fuori dalla Sardegna Arena una trentina di bambini lo stanno aspettando sotto la pioggia per un selfie. Uno gli chiede anche un autografo ma non ha il pennarello: “Chiedilo in prestito!” Suggerisce il Ninja. Si impegna per accontentare tutti, anche i vigili del fuoco che hanno aspettato fino alla fine, poi sale in macchina di un amico: “Regà, ora me ne vado a magna’, c’ho na fame che non potete capì!” Buon appetito Ninja, ho pensato. Se ti diverti così, ci divertiamo anche noi.


