Bologna-Sassuolo, per essere un derby non è poi così sentito, in campo c’è un’atmosfera quasi amichevole. Caputo se la ride con Chiriches, Mihajlovic chiacchiera con Carnevali, e poi arriva pure Djuricic: "Ciao Filip, fatti abbracciare. E vacci piano oggi eh...". Credo che gliel’abbia detto in serbo. Che la partita sia piuttosto dura lo si capisce già dall’ingresso in campo: il cameraman sgambetta il fonico che va giu’. Arbitro, quello è fallo!
De Silvestri carica i compagni e si parte. Ehm no... di amichevole al Dall’Ara non c’è proprio nulla, se le danno di santa ragione. El Trenza è sempre lui, corre dappertutto e vede corridoi in alta definizione. Ciccio invece si muove a fisarmonica: palleggia, scarica, fa goal.
Potrebbe bastare un quarto d’ora di questo calcio per comprendere che cos’è oggi il Sassuolo, ma per capire l’anima neroverde nel profondo, bisogna fermare il tempo al sesantesimo. Il Loca va a prendere palla, scherza gli avversari, ed esce a testa alta.
Ecco, in questo preciso istante, il Sassuolo è la forza e la debolezza di un’idea: "Sono anche contento di aver subito il terzo goal su una palla persa da dietro, perchè noi non dobbiamo aver paura di perdere i palloni" dirà De Zerbi nel post partita. Dai... Quante volte avete sentito dire ad un allenatore che è contento di prendere gola?
Eppure Orsolini intercetta, punta la porta e segna: 3-1. Il Sassuolo è costruzione dal basso, occupazione simmetrica degli spazi, anche col doppio svantaggio, anche a costo di sbagliare: "Sbaglia, ma fai!" si sente da bordocampo.
Gli esterni sfruttano l’ampiezza e tagliano dentro coi tempi giusti. Prendete Berardi ad esempio, conosce a memoria i movimenti, si sacrifica per i compagni ed usa entrambi i piedi... Ed è tanta roba, anzi, tantissima roba.
13 goal segnati e 6 subiti nelle prime 4 giornate: è la squadra piu’ divertente del campionato. Con pregi e difetti, certo. Con quella ricerca costante dello spazio tra le linee, che prima fa uscire gli avversari e poi li colpisce. Una, due, tre, quattro volte. Il Bologna è stordito, sgonfiato, strapazzato. 4-3 e secondo posto in classifica. Si viaggia a tutta birra, a proposito... il primo giro lo paga lui: "La birra la offro piu’ che volentieri..." Racconta Caputo a fine gara.




