Dopo una sconfitta e una vittoria, seguite dalla pausa per le nazionali, torna in campo anche il Milan. Una gara, quella che i rossoneri disputeranno domani sera sul campo della storica bestia nera Verona, che Marco Giampaolo presenta nella classica conferenza stampa della vigilia.
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"Chi è andato in nazionale ha messo minuti nelle gambe. Tutti sono rientrati bene. Sono fiducioso ed è la squadra a trasmettermi questa fiducia, la dedizione con cui i giocatori fanno le cose fa ben sperare. Il mio compito è rendere la squadra sempre più squadra e farlo in entrambe le fasi, non in una sola".
Giampaolo parla di Lucas Paquetá, per il quale resiste il dubbio tattico: siamo in presenza di una mezzala oppure di un trequartista?
"Può fare entrambe le cose. Però chi gioca sulla trequarti deve imparare a fare anche l'attaccante. Lucas ha caratteristiche da centrocampista, se vuole giocare da trequartista deve imparare a muoversi dietro le punte".
Verona riporta alla mente ricordi negativi nella storia del Milan: il ko del 1973 prima, quello del 1990 poi. Con altrettanti scudetti persi. A una settimana dal derby con l'Inter, poi...
"Ma è importante vincere in ogni caso, non soltanto in chiave derby. Mi interessa poco che Verona sia un campo difficile per il Milan. Noi dobbiamo lottare per provare a battere chiunque. A che punto siamo? Non c'è mai fine ai miglioramenti".
Dopo il ko di Udine col 4-3-1-2, il Milan ha già cambiato pelle tornando al 4-3-3. Ma Giampaolo non intende ridurre i mutamenti rossoneri a una mera questione di modulo.
"L'unica cosa che ho fatto è stata spostare Suso e accentrare la posizione di Castillejo. Non ho cambiato assolutamente nulla, è come far giocare Calhanoglu mezzala destra o sinistra. C'è chi non vuole Castillejo in campo? Mi offendo. Parliamo di un grande lavoratore. Al Milan non ci sono giocatori scarsi: ci sono giocatori più forti di altri e alcuni che possono diventarlo nel giro di qualche mese".
Getty ImagesArrigo Sacchi ha dato una definizione di Sarri e Conte: il primo è un esteta, il secondo un impaziente. E Giampaolo?
"Io sono un onesto lavoratore della vigna (ride, ndr)".
Capitolo formazione: Giampaolo non si sbilancia troppo, ma traccia un quadro di come potrebbe scendere in campo il Milan al Bentegodi.
"I nuovi giocano poco? 11 giocano, 12 restano fuori... Rafael Leao e Leo Duarte? Se gioca Leao devo farne uscire un altro, Duarte la stessa cosa. Biglia o Bennacer? Uno dei due.
Chiusura con altri singoli: Theo Hernandez e Ricardo Rodriguez, in concorrenza per una maglia sulla fascia sinistra della difesa.
"Theo ha recuperato bene, ha l'argento vivo addosso. Domani non giocherà. Ricardo è puntuale, ordinato, porta sempre a casa il pane. Hanno caratteristiche diverse. Quando Theo sarà a posto, potrei utilizzarli entrambi con caratteristiche diverse".




