Gattuso su Bakayoko: "Tutti possono insultarmi, poi ci si guarda negli occhi in uno stanzino e vediamo..."

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Il tecnico del Milan ha parlato del battibecco avuto con Bakayoko: "Voglio chiuderla nello spogliatoio e parlare la lingua che piace a me".

La vittoria del Milan era pronosticabile, il duello tra Gattuso e Bakayoko decisamente meno. Nonostante il successo rossonero contro il Bologna che riporta il Diavolo in lotta per la Champions League, a fare rumore c'è soprattutto quanto accaduto tra il centrocampista e il suo allenatore.

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Battibecco tra Bakayoko e Gattuso a bordo campo al momento del cambio per l'infortunato Biglia, volano insulti e un chiaro avviso da parte del tecnico rossonero, deciso a risolvere la questione con il suo giocatore in privato durante l'intervallo di San Siro.

A fine gara il tecnico del Milan non ha potuto non parlare ai microfoni di 'Sky Sport' della situazione venutasi a creare.

"A me possono dire di tutto. L'importante è che non si manchi di rispetto allo spogliatoio. A fine anno daremo i voti, come a scuola, e vedremo che si è comportato bene o male. Ora la priorità è il campo. Tutti possono insultarmi, poi ci si guarda negli occhi in uno stanzino e vediamo...Voglio chiuderla nello spogliatoio e parlare la lingua che piace a me, in tv non posso".

Gattuso ha poi spiegato nel dettaglio i motivi che lo hanno portato a inserire Jose Mauri al posto di Biglia dopo il diverbio con Bakayoko.

"Avevo detto a Bakayoko di scaldarsi ed entrare ma ci ha messo un po' troppo e ho fatto entrare Jose Mauri. La priorità in questo momento non è l'ego di Gattuso né dei giocatori. Indossiamo una maglia gloriosa e bisogna fare le cose giuste. Ho aspettato 7/8 minuti e ancora non si era messo i parastinchi. Allora ho fatto questa scelta. Poi io nella mia carriera ho mandato a quel paese tanti allenatori ma poi finiva là, con rispetto. Oggi il mio obiettivo è quello di portare il più avanti possibile questa società gloriosa, di avere il rispetto dei miei giocatori e di farli esprimere al massimo".

Parlando della gara, il tecnico rossonero ha sottolineato l'importanza dei tre punti conquistati.

"Questi tre punti sono importanti perchè stamattina eravamo settimi e ora siamo a tre punti dalla Champions League. Siamo in un periodo difficile, in questi giorni negli occhi dei giocatori c'era tanta rabbia nei miei confronti perchè ho preso una decisione dura. Stare cinque giorni lontani dalla famiglie non è mai facile. La squadra ha saputo però battagliare quindi complimenti a tutti. Abbiamo fatto cose scolastiche ma in questi momenti è meglio così, meglio non sbagliare".

Uno dei problemi del Milan nelle ultime due gare sono però state le espulsioni accumulate dai giocatori. Contro il Torino toccò a Romagnoli, ora a Paqueta.

"È la gioventù. Se vedi Paqueta prende fallo e poi mette le mani addosso all'arbitro e non se ne accorge nemmeno. È la gioventù, mi da fastidio. Dobbiamo migliorare anche qua".

Gattuso, infine, ha rimarcato come solo il lavoro possa aiutare il Milan a centrare un piazzamento importante in classifica. L'allenatore rossonero vuole vedere 'il fuoco' nei suoi giocatori.

"Oggi siamo rimasti in 7, non in 10. C'erano giocatori che non stavano più in piedi. Quest'anno si sono fatte tante chiacchiere. Forse sono stato io il primo ad alzare l'asticella. Non è un momento brillantissimo ora. Lascio dire agli altri se è una rosa da Champions la nostra. Facciamo i complimenti ai 51.000 tifosi che oggi ci hanno sostenuto e non insultato. In campo ci vuole passione e voglia di mettersi a disposizione. Tutti quelli che fanno sport devono fare ciò. Io giocavo con gente che veniva da un altro pianeta, mi sono allenato e sono migliorato. Avevo il fuoco dentro. Noi ora stiamo parlando da troppo tempo di altre cose. Dobbiamo cercare la tranquillità e pensare di migliorare sul campo e giocare a calcio".

Concetti che Gattuso ha poi ribadito anche in conferenza stampa a chiusura di una serata positiva ma con molte polemiche.

"In questi giorni ho visto il veleno, la squadra era incazzata con me perché li ho portati in ritiro, pur giocando male è stata una partita gagliarda. Bakayoko? Io sono sempre coi giocatori, l'importante è che si parli in faccia. La parola io non esiste, solo ‘noi’. Nelle difficoltà ci vado a nozze, penso di dare il meglio di me quando ci sono le difficoltà. Dopo il derby l’abbiamo pagata cara, abbiamo dato modo di parlare, la roba di Acerbi, Biglia e Kessie. Ora basta, indossiamo una maglia gloriosa. Priorità all’AC Milan, non all’ego”.

 

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