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Gian Piero GasperiniGetty Images

Gasperini e lo spauracchio Superlega: "Lunedì pensavo fosse finito tutto"

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Al termine della partita Atalanta-Bologna, conclusasi sul 5-0 in favore della formazione orobica, a 'Sky' ha parlato Gian Piero Gasperini. Il tecnico nerazzurro grazie alla strepitosa affermazione dei suoi sul prato del Gewiss Stadium ha riagguantato il secondo posto in classifica, in attesa di sapere l'esito della trasferta romana del Milan, impegnato domani contro la Lazio.

Tra i vari temi toccati, si segnala un importante passaggio da parte dell'allenatore nativo di Grugliasco riguardo alla querelle Superlega, dove si è sottolineato che realtà al pari dell'Atalanta abbiano il diritto di misurarsi con le più grandi e, magari, provare a batterle, ripudiando qualsiasi prospettiva di lega chiusa o a salotti esclusivi per pochi eletti. 

"La famiglia Percassi ha aumentato le possibilità di questa società ma noi non possiamo competere a certi livelli, comprando calciatori da cinquanta milioni o assicurare gli ingaggi delle big. Se poi i debiti li devono pagare tutti quanti, quello è da capire.

Noi abbiamo rischiato di non giocare più e abbiamo rischiato di rimanere a casa per far giocare 12 club. Lunedì pensavo fosse finito tutto e che stasera si sarebbe scesi in campo per niente, per nessun obiettivo.

Qualcuno ha detto che avremmo vinto noi se avessero penalizzato le tre big che partecipano alla Superlega, ma io penso che si possa trovare qualcosa di bello per il calcio. Ci deve essere sempre la speranza che un ragazzino possa giocare anche in un club piccolo e contro le big, provando a superarle.

Non si può sempre pensare di giocare in bicicletta e gli altri in Ferrari".

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