25 giugno 2019-18 giugno 2020. Un anno esatto. Anzi, meno di 12 mesi. Tanto è durata l'avventura alla Roma di Gianluca Petrachi, arrivato all'inizio della scorsa estate dal Torino. Un'esperienza breve, poco fortunata e conclusasi in maniera amarissima: con la sospensione comminata nei suoi confronti dal club giallorosso.
Nei 12 mesi di Petrachi alla Roma è accaduto un po' di tutto. Dentro il campo, in cui la Roma ha deluso le attese di inizio stagione, e pure fuori. Un rapporto, teso e mai semplice, che vale la pena di rivivere.
DUE GIOVANI PER LIBERARLO
Petrachi arriva alla Roma dopo un lunghissimo tira e molla con il Torino. Il presidente Cairo non ha intenzione di liberarlo, salvo cedere all'espressa volontà del proprio direttore sportivo di trasferirsi nella Capitale. Alla fine l'operazione si fa, ma è tormentata e - per la Roma - anche costosa: i giallorossi sono costretti a sborsare un indennizzo di 100mila euro per averlo, più la cessione al Toro di due giovani della Primavera, ovvero l'attaccante Flavio Bucri e il centrocampista Jean Freddi Greco.
La speranza iniziale della Roma è che Petrachi possa fare coppia con il conterraneo Antonio Conte, come lui leccese ed ex calciatore del Lecce. Ma l'ex allenatore della Juventus è già stato ufficializzato dall'Inter al momento del nuovo direttore sportivo, che così si ritrova a lavorare con Paulo Fonseca, appena preso dallo Shakhtar Donetsk.
GettyIL LAPSUS SU DZEKO E LA PROCURA FEDERALE
I problemi per Petrachi iniziano quasi subito. A settembre il neo ds giallorosso si lascia sfuggire una confessione sul mancato trasferimento di Edin Dzeko all'Inter che sa tanto di gaffe:
"Quando a maggio ho incontrato l'Inter per la prima volta ho proposto il mio prezzo. Ma quel prezzo dai nerazzurri non è mai arrivato".
Il problema è semplice: a maggio Petrachi era ancora un tesserato del Torino. La Procura Federale vuole vederci chiaro, paventando l'ipotesi che nelle settimane precedenti il suo arrivo a Roma il ds stesse lavorando per due club, e lo convoca a fine ottobre per un chiarimento.
Petrachi si difende e, prima della gara di Europa League contro gli austriaci del Wolfsberger, rende la propria versione dei fatti:
"Quando mi chiameranno, dirò loro tranquillamente che si è trattato di un lapsus. Mi sembrava fosse una cosa palese, ho detto maggio invece di luglio, ma c'è sempre gente che specula su queste cose".
A febbraio il caso si conclude: Petrachi viene assolto dall'accusa di violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità mossagli dal Torino. Niente squalifica. La stagione sua e della Roma, che di lì a poco sarà però interrotta a causa dello scoppio della pandemia, può continuare.
Getty ImagesLE OPERAZIONI DI MERCATO
Sul mercato Petrachi inizia con il piede giusto, trattenendo lo scontento Dzeko quando pare ormai che l'operazione con l'Inter, con la quale il centravanti bosniaco ha già trovato un accordo da tempo, debba andare in porto da un momento all'altro. In conferenza stampa l'ex granata usa toni duri, accusa i nerazzurri, parla di Gonzalo Higuain come del possibile nuovo '9' giallorosso. Poi fa addirittura rinnovare Dzeko. Pare funzionare, insomma.
La sua è una vera e propria rivoluzione, un punto di rottura quasi totale con le operazioni di un anno prima del predecessore Monchi. Dolorosa la cessione al Napoli di Manolas, ma se ne vanno anche i vari Nzonzi, l'acerbo Coric, il flop Olsen, la delusione Schick. In compenso arrivano in sordina Diawara, Spinazzola, Pau Lopez, Mancini, Veretout, Smalling, Kalinic, più il colpo finale: Mkhitaryan dall'Arsenal.
La squadra dimostra ben presto di non essere pronta per le primissime posizioni: in campionato oscilla, alternando prestazioni che fanno ben sperare ai soliti blackout, che nelle ultime stagioni non sono mai mancati. Con i risultati negativi prendono corpo le tensioni: anche con Dzeko, con tanto di dura reprimenda del ds dopo il ko contro il Sassuolo di inizio febbraio.
Qualche giorno dopo, Petrachi si sfoga in conferenza stampa in occasione della presentazione di Ibanez, Villar e Carles Perez, i tre volti nuovi invernali della Roma:
"Ho letto e sentito tante cazzate. Ho detto subito che questo era l’anno zero, sono stato chiamato dalla proprietà per provare a recuperare gli errori degli anni precedenti, soprattutto quelli fatti negli ultimi due".
Nel mirino c'è chi contesta il suo operato, classifica alla mano, ma il resto della dirigenza della Roma non sembra apprezzare la sfuriata. Il muro comincia a scricchiolare vistosamente.
LA ROTTURA E L'ADDIO
La vera rottura tra Petrachi e la Roma si consuma ai giorni nostri. Storia recente: in un'intervista il patron James Pallotta ringrazia i componenti del proprio staff ma si 'dimentica' di nominare il direttore sportivo, che non la prende bene e chiede e ottiene un confronto.
Un equivoco a cui si aggiunge il mancato via libera per lo spagnolo Pedro, esterno del Chelsea, da tempo in trattativa con la Roma. Petrachi vede nel temporeggiamento della società un chiaro segnale di ridimensionamento rispetto al progetto di crescita originario. Anche se l'affare, alla fine, va in porto lo stesso. L'ultimo, di fatto, di un'avventura folle di Petrachi in giallorosso.


