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Vlahovic Ibrahimovic GFX

C'è Fiorentina-Milan: Vlahovic ritrova il suo idolo Ibrahimovic

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Uno è un campione dal grandissimo passato ed un grande presente, l’altro è un talento dal grande presente che a detta di molti è atteso da un grandissimo futuro. Uno si chiama Zlatan Ibrahimovic, e di lui si sa già tutto, l’altro è Dusan Vlahovic e la sua storia ha appena iniziato a scriverla.

A dividerli ci sono quasi venti anni, visto che lo svedese ha già varcato la soglia dei 40 anni, mentre il serbo è un classe 2000, ma ad unirli ci sono moltissime cose: in primis ovviamente il calcio.

I due si ritroveranno sabato sera a Firenze e saranno per forza di cose tra i due uomini più attesi in assoluto della sfida che vedrà opposte Fiorentina e Milan. La presenza di Ibra dal 1’ non è ancora scontata e questo perché Stefano Pioli può contare su una certa abbondanza in attacco potrebbe concedere del riposo al suo centravanti reduce dagli impegni con la Nazionale, Dusan viceversa ci sarà di sicuro, perché la Fiorentina non ha messo a disposizione di italiano valide alternative, ma anche perché comunque è troppo forte per lasciarlo fuori.

Quello che è certo è che si incroceranno, magari per tutti i 90’ o solo per uno spezzone di gara, ma si incroceranno, fosse anche per pochi istanti lì dove l’occhio indiscreto della telecamera non potrà arrivare. Non sarà un incontro banale il loro e non potrà esserlo e questo anche perché Vlahovic ha sempre visto in Ibrahimovic molto più di un semplice modello da seguire: ha scelto lo svedese come suo idolo assoluto.

In una recente intervista rilasciata a DAZN, ha ribadito il suo amore calcistico per il fuoriclasse di Malmö.

“Zlatan Ibrahimovic è il giocatore che mi piaceva di più sicuramente, per il suo carattere e la sua voglia di mollare mai. Non permetteva a nessuno di comandarlo, poi lasciamo stare le sue giocate mostruose. Dopo la partita di marzo giocata a Firenze, un cui abbiamo perso 3-2, approfittai del fatto che non era troppo arrabbiato per chiedergli la maglia. Me la firmò, facemmo una foto e scrisse una dedica nella nostra lingua. Mi ha detto di andare avanti così e di non mollare mai. Poi io non sono molto bravo quando mi trovo a parlare con un idolo”.

Come svelato mesi fa dallo stesso Vlahovic, la dedica sulla 11 di Ibra recitava ‘In bocca al lupo per tutto, ti auguro il meglio’. Le migliori parole possibili per un ragazzo che allora stava iniziando a mostrare al mondo di cosa era realmente capace e che evidentemente hanno portato fortuna, visto che da quel momento in poi il gioiello serbo non ha più smesso di segnare.

Già un anno prima per il talento viola aveva ammesso in maniera esplicita la sua passione per Ibrahimovic e l’aveva fatto in occasione di un altro Fiorentina-Milan, quando di lui si parlava ancora come di un attaccante ancora da scoprire e probabilmente non totalmente pronto per la Serie A.

Era il 23 febbraio 2020 e postò una foto accompagnata da una dedica intrisa di ammirazione.

“Trovate qualcuno che vi guardi come io guardo Zlatan!”.

Da allora molte cose sono cambiate e quell’idolo non rappresenta più un qualcosa di così lontano. Il ‘vecchio’ leone svedese continua a fare la differenza così come l’ha fatta negli ultimi due decenni, mentre il giovane serbo si sta imponendo come uno degli attaccanti di nuovi generazione più forti e desiderati dell’intero panorama calcistico mondiale.

Ad oggi, per caratteristiche tecniche e similitudini fisiche, nessuno incredibilmente sembra più indicato per raccogliere l'eredità di Ibra.

La freddezza è la stessa, le capacità balistiche sono simili, la forza nell’arrampicarsi in cielo per andare a raggiungere i palloni più alti anche e lo stesso modo di difendere il pallone dell’uno ricorda incredibilmente quello dell’altro. Certo, Ibrahimovic può contare su un bagaglio di esperienza enorme e porta in dote su ogni campo quantità così massicce di personalità da poter cambiare da solo il volto di un’intera squadra, ma il tempo è dalla parte di Vlahovic e la sensazione è quella che il coraggio e la voglia di assumersi responsabilità non gli manchino.

Entrambi arrivano da lontano ed entrambi stanno contribuendo a rendere questa Serie A un campionato migliore. I prossimi mesi diranno se e quante volte si sfideranno ancora e questo perché se da una parte c’è una carta d’identità che ricorda che il calcio a disposizione nelle gambe è sempre meno, dall’altra ci sono le sirene di un mercato che potrebbero anche portare Dusan lontano dall’Italia.

Intanto però sono qui e sono pronti ad incrociarsi e si ripartirà dagli 8 goal del serbo contro i 3 dello svedese.

Fiorentina-Milan sarà per forza di cose anche Vlahovic-Ibrahimovic, l’allievo contro il maestro, il talento contro il campione che oltre gli avversari sfida anche il tempo.

Uno scontro generazionale in piena regola, ma condito da un sentimento che va ben oltre i semplici complimenti. Uno scontro che magari può rappresentare un primo passo verso un ideale passaggio di consegne.

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