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Federico Chiesa FiorentinaGetty Images

Fiorentina, Barone duro con Chiesa: gli avrebbe imposto di chiedere scusa ai compagni

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La Fiorentina ha scelto la linea dura. Dietro i sorrisi di circostanza davanti alle telecamere, infatti, la tensione tra la società viola e Federico Chiesa sarebbe altissima.

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Commisso e Barone, d'altronde, non hanno alcuna intenzione di accontentare Chiesa e dare l'ok al suo trasferimento alla Juventus. Anzi.

Durante il colloquio tra lo stesso Barone e Chiesa, avvenuto sul pullman della squadra prima della gita sull'Hudson, il braccio destro di Commisso avrebbe perso definitivamente le staffe.

Secondo quanto riporta 'Il Corriere dello Sport', Barone avrebbe imposto a Chiesa tre condizioni: chiedere scusa ai compagni, posare regolarmente con la nuova maglia della Fiorentina e presentarsi davanti ai microfoni a Wall Street per non incorrere in una doppia multa.

Il giocatore secondo 'La Gazzetta dello Sport', seppure quasi in lacrime dopo il duro confronto, ha acconsentito ma intervistato da 'Class Cnbc' non si è sbilanciato troppo sul futuro.

"Per ora penso ad allenarmi, poi parlerò con la società. Lo faremo serenamente come si fa in una famiglia. Decisione sul futuro? Per il momento è rimandata".

La Fiorentina, invece, la decisione l'ha già presa: Federico Chiesa resta. Una linea confermata pure dal direttore sportivo Pradè dopo la sconfitta contro il Benfica.

"Penso ci sia già stata chiarezza della proprietà, vogliamo tenerlo. Federico è un ragazzo serio, capisco quello che gli passa nella testa ma bisogna capisca anche che ora c'è una proprietà nuova che vuole partire da basi solide".

A fare arrabbiare particolarmente Barone, secondo 'La Gazzetta dello Sport', sarebbe stato l'atteggiamento tenuto da Chiesa in allenamento che avrebbe costretto Montella addirittura ad allontanarlo dalla seduta.

A questo punto, comunque, il trasferimento di Chiesa alla Juventus sembra da escludere ma resta da capire se Commisso e Barone riusciranno a convincere il giocatore a rinnovare il contratto in scadenza nel 2022. In caso contrario, infatti, il muro contro muro sarebbe inevitabile.

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