Si procede, seppur a piccoli passi, verso l'ok per il ritorno in campo: l'incontro tra la FIGC e il Comitato tecnico-scientifico è stato proficuo e la relazione è finita sul tavolo del ministro della Salute, Roberto Speranza, che nel giro di poco tempo informerà il ministro dello Sport e le altre componenti sulla decisione presa in merito al tanto discusso protocollo di sicurezza, che negli ultimi giorni è stato migliorato.
La sensazione, però, è che sarà decisiva la curva dei contagi della settimana dall'11 al 17 maggio: se i dati saranno confortanti e in linea con quelli recenti, allora si potrà davvero pensare al via libera, anche per il calcio, degli allenamenti collettivi a partire dal 18 maggio come previsto dal DPCM in vigore.
Dal pessimismo derivante dalle dichiarazioni di Spadafora di alcuni giorni fa si è passati ad un moderato ottimismo, certificato dalle parole della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: a queste seguono quelle di Alberto Colombo, vicesegretario generale della European Leagues, intervistato da 'Il Corriere dello Sport'.
"Lega e FIGC nelle ultime settimane hanno fatto un gran lavoro per poter terminare il campionato. I presidenti Dal Pino e Gravina hanno cooperato in maniera propositiva, preparando un terreno che sarà fondamentale per la ripresa. Questo spirito di cooperazione si è esteso dall’ambito nazionale a quello internazionale".
"Il lavoro fatto si è snodato lungo tre direttive. La prima riguarda i calendari. Grazie a European Leagues e Uefa, si sono trovate le finestre per consentire alle leghe di terminare i campionati. Come può immaginare, con bolle temporali ristrette, non era affatto facile. La seconda riguarda i regolamenti: sono stati apportati cambi alle normative per poter adattare le finestre di mercato ma anche la questione contrattuale tra calciatori e club. In questo senso è stata confermata la volontà per l’implementazione del Financial Fair Play".
Il protocollo è un punto cardine dal quale non si può assolutamente prescindere.
"Il lavoro sui protocolli è essenziale. Ma guardi, la situazione in Italia non è affatto peggiore rispetto a quella di altri Paesi. Il protocollo ha varie componenti: uno medico, uno per la ripresa degli allenamenti, uno per giocare a porte chiuse. E ne servirà poi uno per educare gli attori, ovvero tutti i componenti delle squadre, allenatori, giocatori, staff, collaboratori".
La Bundesliga sarà il primo grande campionato europeo a ripartire.
"In Germania sono state prese decisioni in tempi rapidi, hanno approvato il protocollo l’altro giorno e riprendono il campionato il 16, ma c’è stato un processo molto strutturato anche in Italia. In Inghilterra e in Spagna si sta lavorando in maniera molto seria sui protocolli, in collaborazione con i rispettivi governi. C’è la voglia, ovunque, di ricominciare a giugno".
