Quella di Albin Ekdal è stata una carriera vissuta soprattutto sui campi di Serie A. Approdato giovanissimo in Italia nell’estate del 2008, quando fu la Juventus a scommettere su di lui, ha poi indossato le maglie di Siena, Bologna, Cagliari e Sampdoria.
Un rapporto, quello con il calcio italiano, lunghissimo e interrotto solo da un’esperienza all’Amburgo, per quello che oggi è uno degli uomini di riferimento della compagine blucerchiata.
Ekdal, in un’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’, ha ricordato in suo arrivo in Italia.
“Mi ricordo che quando arrivai alla Juventus ero molto giovane, non sapevo nulla di calcio vero, della vita in uno spogliatoio pieno di campioni, come Buffon e Del Piero. Fu bellissimo. Esordii pure in A contro il Napoli, non lo dimenticherò mai. Sembrava di vivere un sogno”.
Allenatore di quella Juventusera Claudio Ranieri, il tecnico con il quale oggi lavora alla Sampdoria.
“Alla Juve mi parlava spesso, anche se non ero un giocatore importante per la prima squadra. Ho solo bei ricordi del mister di quel periodo. Oggi è la stessa cosa: molto serio in campo, ma fuori con lui si può scherzare”.
Per Ekdal le stagioni in Serie A sono ben dieci, scandite da 250 presenze alle spalle. Nemmeno lui immaginava che avrebbe potuto fare così tanto.
“All’inizio no. Poi sono venute Siena, Cagliari, Bologna, sempre titolare in ogni squadra. Ho capito che l’Italia andava bene per me, e per questo dopo i tre anni di Germania ho voluto fare ritorno qui”.
Il prossimo avversario della Sampdoria in campionato sarà proprio la Juventus. All’andata finì 3-0 per i bianconeri, ma da allora molte cose sono cambiate.
“Eravamo entrati timidi in campo, forse con troppo rispetto. Ora invece, dopo avere battuto grandi squadre come Atalanta, Lazio, Inter, sappiamo che giocando bene e con il giusto atteggiamento possiamo battere anche la Juve”.


