![]() | Sergio Stanco Editorialista Goal Italia |
L’ Italia di Conte si appresta al doppio incontro Malta-Bulgaria che può regalarci la qualificazione a Euro 2016. Dopo un’ottima partenza, frutto anche del contraccolpo psicologico, dello scossone e del classico discorso da "Braveheart" del condottiero che ha scosso le coscienze e rianimato l'orgoglio, l’effetto novità è scemato e i reali valori della nostra Nazionale si sono palesati in tutta la loro mediocrità. E non è per criticare, ma piuttosto una semplice contestazione. Non c’entrano né Conte, né i suoi ragazzi, ma purtroppo è il risultato di un sistema che non riesce a rigenerarsi.
Ancora ieri Gigi Di Biagio lanciava l’allarme: “Guardate quanti dei nostri ragazzi giocano in Serie A – ha detto il tecnico dell’Under 21 – E tirate voi le somme”. Una dichiarazione che fa eco a quella rilasciata da Conte qualche giorno fa: “Chiamo solo chi gioca – le parole del CT – Non posso convocare in Nazionale chi fa 2’ a partita”. Riferimento a Zaza (e Immobile), ma non solo, perché sono diversi gli azzurri che fanno la spola tra panchina e campo. Tanto che “Libero” di oggi scrive: “ Conte ha una nazionale di riserve, solo che fa finta di non saperlo”. Per il Corriere dello Sport, invece, l’Italia ha perso i bomber.
In realtà, se andiamo a guardare la probabile formazione titolare che sfiderà Malta, non è proprio così: Buffon , Bonucci e Chiellini rappresentano le fondamenta della difesa della Juve da tutti celebrata (e in panchina c’è anche Barzagli, da molti ritenuto ancora il miglior difensore italiano al netto dei cronici problemi fisici e dell’avanzare dell’età), Darmian si sta ritagliando il suo spazio al Manchester United, Bertolacci sta facendo fatica al Milan ma gode della fiducia di Mihajlovic, Verratti è una colonna del centrocampo del PSG, Candreva, Pellé ed Eder sono elementi fondamentali delle rispettive squadre di provenienza. Dunque, Pasqual è l’unico vero “panchinaro” nel suo club che Conte dovrebbe schierare titolare nel prossimo match di qualificazione.
Poi c’è Pirlo , che meriterebbe un capitolo a parte: titolare, ovvio, ma nei NY Red Bulls, il che non fa proprio casistica, che in molti identificano come l’esempio lampante della mancanza di ricambio generazionale del nostro sistema (e altri anche della mancanza di coraggio del nostro CT).
ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty ImagesUn CT, però, che è costretto a fare i conti con una penuria di elementi di qualità quasi imbarazzante, perché il punto è che se la "squadra A" può ancora passare (almeno fino a centrocampo), le alternative a disposizione dell’allenatore lasciano qualche perplessità. Dietro Buffon, per fare solo un esempio, c’è un ottimo Sirigu, relegato però a secondo nel PSG. Tolta la difesa titolare della Juve, ci sono Ranocchia (capitano non giocatore dell’Inter) e l’acerbo Acerbi.
In generale sono pochissimi i calciatori con un pedigree e un minimo d’esperienza internazionale, cosa fondamentale quando si gioca in Nazionale e si aspira ad essere protagonisti in una competizione fondamentale come l’Europeo. Ancor più evidente è la mancanza di qualità e di esperienza in attacco, dove Conte ha dovuto addirittura richiamare l’americano Giovinco ed è costretto a puntare su due oriundi per raggiungere un livello minimo numerico e aggiungere un pizzico di tecnica. I due nostri “bomber” titolari su cui il CT aveva fortemente puntato fin dal suo arrivo, sono stati relegati al ruolo di quarta/quinta punta da Juve e Siviglia (e si potrebbero aggiungere Gabbiadini ed El Shaarawy, rispettivamente “panchinari” cronici a Napoli e Montecarlo).
Ed è anche per questo che tutti guardano ai grandi ritorni con espressione implorante: Rossi e Balotelli (ma finanche Cassano) al top della forma psico-fisica, servirebbero come il pane alla nostra Nazionale. Ma non solo, perché anche Baselli e Romagnoli sono segnali incoraggianti per il nostro futuro: forse non è vero che non ci sono giovani bravi, probabilmente bisogna solo scovarli, dar loro fiducia e puntarci con decisione. Ventura e Mihajlovic docent.




