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Nikola Maksimovic NapoliGetty Images

La discesa di Maksimovic: pagato circa 30 milioni dal Napoli, adesso è svincolato

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I colpi di mercato dell'ultimo secondo vanno sempre inquadrati bene e vivisezionati, poiché spesso sanno essere ricchi di contraddizioni: dalla gioia per un affare chiuso proprio sul gong c'è il rischio di passare alla triste consapevolezza che, il fatto di essersi ridotti alla fine per puntellare la squadra, non sempre è una pratica chiara e limpida dal punto di vista strategico. Al contrario.

Eppure, quando il 31 agosto 2016 Aurelio De Laurentiis staccava un assegno da 5 milioni per il prestito oneroso, il nome di Nikola Maksimovic era sulla bocca di tutti, tifosi o addetti ai lavori che fossero, tutti (o quasi) concordi nel ritenerlo il difensore del futuro, che avrebbe fatto la voce grossa in Serie A negli anni a venire dopo l'ottimo impatto avuto con la maglia del Torino.

Col senno di poi, possiamo tranquillamente considerare il serbo come uno dei pochi abbagli sul mercato del presidente del Napoli, che in seguito eserciterà l'obbligo di riscatto fissato ad ulteriori 21 milioni. Costo totale dell'operazione: 26 milioni, che forse ancora oggi gridano vendetta.

Sarri, all'epoca, non lo vedeva nelle rotazioni dell'undici titolare di sua fiducia, che ha fatto le fortune del Napoli fino a sfiorare lo Scudetto nel 2018: da qui l'ok al trasferimento in prestito oneroso allo Spartak Mosca, altra parentesi da catalogare negativamente per il classe 1991, prima del rientro all'ombra del Vesuvio con Ancelotti allenatore.

Nonostante qualche problema fisico di troppo, è con Gattuso che Maksimovic riesce ad esprimersi nella sua versione migliore, trovando anche una maggiore continuità dal punto di vista delle presenze accumulate: un rendimento in crescendo che, alla fine della stagione 2020/2021, mette più di qualche pulce nelle orecchie della dirigenza del Napoli, che alla fine non gli rinnova il contratto in scadenza.

Tra una proposta e l'altra, Maksimovic sceglie il Genoa, che però non potrà vivere appieno: colpa dei soliti infortuni e, in particolare, di una lesione di secondo grado al retto femorale che lo tiene fuori per tre mesi e mezzo, impedendogli di dare il proprio contributo al fine di evitare l'amara retrocessione, puntualmente arrivata.

L'estate 2022, che doveva essere quella dell'ennesima ripartenza, è stata invece caratterizzata dal 'no' a Pantaleo Corvino e al Lecce, che alla fine 'ripiegherà' sul campione del mondo Umtiti: la volontà di rimanere in Serbia per motivi familiari alla base della scelta, spiegata con garbo al navigato dirigente che si è fatto da parte una volta compresa la situazione.

Nei piani di Maksimovic c'era un ritorno alla Stella Rossa, sfumato col passare delle settimane: a mercato concluso, e cioè ai primi di settembre, c'è stata un'altra forte possibilità di tornare in Italia dalla porta principale con l'interesse della Roma, dove Tiago Pinto aveva intenzione di rinfoltire il reparto arretrato a disposizione di Mourinho con un nuovo innesto a costo zero.

Pista giallorossa naufragata come le precedenti, con Maksimovic rimasto col cerino in mano e senza l'ombra di una squadra: un grosso passo indietro rispetto all'estate di sei anni fa, così lontana e non soltanto sotto l'aspetto temporale.

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