Oggi, a 29 anni compiuti, sembra ormai aver perso il treno giusto, fallendo le occasioni importanti che la sua carriera gli ha offerto. Mafino a qualche anno fa Mattia Destro era considerato una bella promessa del calcio italiano. Figlio d'arte (suo papà Flavio aveva giocato in Serie A negli anni '80 del secolo scorso), cresce nel Settore giovanile di Ascoli e Inter. Con la Primavera dei nerazzurri nel 2008 vince il Torneo di Viareggio e nel 2009/10 si laurea capocannoniere con 18 reti.
L'Inter non gli dà però la possibilità di esordire in Serie A, così il passaggio con i professionisti lo fa nel 2010/11 con il Genoa, che lo preleva dai nerazzurri in prestito con diritto di riscatto della compartecipazione. In quella stagione fa il suo debutto con goal nel massimo campionato a 19 anni il 12 settembre (Genoa-Chievo 1-3). All'ombra della Lanterna chiude con 16 presenze e 2 goal in campionato.
L'anno più importante per Mattia è però il successivo, che l'attaccante gioca con il Siena, dove va in prestito con obbligo di riscatto di metà cartellino. In Toscana realizza ben 12 reti e si propone all'attenzione dei grande club. Nell'estate 2012 la Roma acquista il giocatore per complessivi 16 milioni di euro (11,5 per il prestito oneroso, 4.5 per il diritto di riscatto). In giallorosso alterna buone cose a periodi di inattività, con i problemi fisici che lo costringono spesso a stare fermo ai box.
Intanto per Destro, che ha giocato nelle varie rappresentative giovanili azzurre dall'Under 15 in poi, si spalancano anche le porte della Nazionale maggiore, con cui nel 2012 debutta e segna il suo primo goal. Con la Roma, invece, gioca per 2 stagioni e mezza. La migliore in giallorosso è senza dubbio la seconda, il 2013/14, che gli porta in dote 13 goal in 20 presenze, anch'essa comunque chiusa in anticipo per gli annosi problemi fisici.

Nei primi 6 mesi del 2014/15, l'attaccante, sotto la gestione di Rudi Garcia, è utilizzato con il contagocce e riesce comunque a totalizzare 16 presenze e 5 goal in campionato, e a debuttare in Champions League. Alla Roma però Destro è chiuso dall'arrivo di Iturbe, così a gennaio si valuta una sua cessione. La Roma raggiunge un accordo con il Milan, in cerca di un centravanti con le sue caratteristiche: forte fisicamente e capace di aprire spazi agli esterni offensivi Menez e Cerci. L'intesa prevede il passaggio di Destro al Milan in prestito oneroso a 500 mila euro con diritto di riscatto fissato ad un prezzo prefissato (16 milioni di euro più 2 di bonus).
I rossoneri di Pippo Inzaghi, del resto, dopo le tre sconfitte con Sassuolo, Atalanta e Lazio, sono scivolati in decima posizione in classifica a pari merito con i cugini dell'Inter, e la volontà della società è quella di risalire la classifica. Bisogna però fare in fretta, perché non manca molto alla chiusura della finestra invernale di trattative e manca l'ok del giocatore. La formula dell'intesa raggiunta fra le due società, e legata alla scarsa capacità economica del Milan in quel momento, infatti, non convince l'attaccante.
Destro gradisce la destinazione rossonera, ma preferirebbe essere ceduto a titolo definitivo. Per questo l'affare rischia clamorosamente di saltare ed ecco che a intervenire in prima persona è Adriano Galliani. L'a.d. decide di farsi carico della trattativa e si reca a Roma in treno per raggiungere il giocatore. Galliani arriva sotto casa di Destro. Alcune foto lo immortalano mentre è intento a citofonare. Sui social scatta la facile ironia, intanto però il blitz del dirigente ha successo: Destro, sorpreso della visita, scioglie le ultime perplessità e firma il suo contratto.
Il 30 gennaio 2015 l'attaccante è un giocatore del Milan, sceglie la maglia numero 9 e il 31 debutta da titolare nel 3-1 casalingo con il Parma e rimedia un giallo che lo costringe a saltare per squalifica la successiva partita contro la Juventus. Qualche giorno dopo il giocatore marchigiano viene presentato alla stampa assieme agli altri colpi Bocchetti, Antonelli, Cerci e Paletta.
"Quello di Destro era un citofono un po' complicato. - scherza Galliani - Ma continuo a pensare che se non fossi andato a Roma non avremmo convinto il giocatore. Mattia, mi raccomando non dire niente in proposito. La squalifica? Non dico cos'ho detto quando ho visto il giallo, perché sarebbe un turpiloquio. Spero che non ci sia un labiale in giro. Avrei dovuto strappare alla Roma un prezzo più basso perché il calciatore era in diffida. E dire che ne avevamo anche parlato con Mattia prima della partita. Però bisogna dire che era il suo primo fallo nel corso della partita".
Poi Destro prende la parola e non nasconde il suo sogno azzurro.
"Vedere Galliani che viene in treno da Milano per parlarmi a casa mia mi ha inorgoglito. - dice - Non c'è stata una spinta a lasciare la squadra giallorossa. Ma semplicemente la volontà di venire al Milan che è una società perfetta per dimostrare il proprio valore. Spero anche di convincere Conte a chiamarmi in Nazionale".
Getty ImagesIl centravanti crede grazie al Milan di potersi ritagliare uno spazio nella Nazionale di Antonio Conte per gli Europei del 2016. Così però non sarà: l'avventura in rossonero si rivela pressoché fallimentare. L'ex giallorosso gioca 15 partite e segna 3 goal. Il più importante arriva da ex nel 2-1 contro la Roma, gli altri due sono contro l'Empoli e la Fiorentina.
Ancora una volta però si ripresentano i problemi fisici, che ne limitano l'impiego e compromettono il rendimento. Il Milan chiude 10°, esattamente la stessa posizione che aveva quando Destro è stato preso, e il centravanti non viene riscattato e fa rapidamente ritorno a Roma. In azzurro l'ultima presenze resta quella nell'amichevole con l'Albania a Genova il 18 novembre 2014.
Per lasciarsi alle spalle tutto nel 2015/16 il classe 1991 fa una scelta di vita e passa al Bologna in prestito con obbligo di riscatto fissato a 10 milioni di euro. In Emilia resta 4 stagioni e mezzo, e inizialmente le cose con Roberto Donadoni in panchina sembrano andare positivamente. Destro ritrova il vecchio smalto, e segna 8 reti in campionato il primo anno e ben 11 il secondo. Ma quando nel 2017/18 in panchina ritrova Inzaghi, fatica a trovare spazio e si ripresentano i problemi fisici. Quando Mihajlovic subentra al tecnico piacentino, però, aspetta Destro e non lo nasconde.
"Ci ho parlato e gli ho detto che per me è incredibile che un giocatore con le sue qualità non riesca a giocare. - dichiara l'allenatore serbo - Gli ho detto quello che mi hanno detto su di lui, Destro è un calciatore importante, ma dipende tutto da lui. Nel mio gioco sarebbe un giocatore fondamentale, mi ha fatto una buonissima impressione oggi. Se lui mi dà garanzie io sono contento, però dipende tutto da lui. Non lo vedo in forma fisica in questo momento, va un po' a rilento, forse è anche normale, ma Destro deve continuare ad allenarsi con voglia e applicazione. Quando lo vedrò pronto lo butterò dentro. Saremmo tutti felici se potessimo recuperarlo. Io posso aiutarlo, ma prima lui deve aiutare se stesso".
Il giocatore marchigiano è quasi commosso da tanto affetto e dopo un travagliato 2018/19, in cui segna solo 4 goal in 17 presenze, fa una promessa al suo allenatore.
"Sto bene fisicamente, - ha assicurato la scorsa estate - sono arrivato in ritiro pronto e determinato a fare un'annata importante. Ormai mi conoscete io sono quello che vedete, sono sempre me stesso: credetemi, cerco sempre di dare il massimo. Ho avuto momenti difficili, e se ne sono uscito è grazie al Mister. Appena arrivato lui mi ha dato fiducia, mi ha spinto ad andare oltre, a dare il massimo. Per essere il centravanti del Bologna io sono disposto a fare tutto, ho fatto una promessa a Sinisa e voglio fermamente portarla a termine".
Anche stavolta, però, le cose non vanno per Mattia come previsto: la promessa, nonostante i buoni propositi del centravanti, rimane incompiuta. Nella stagione in cui Mihajlovic intraprende la lotta contro la leucemia, Destro trova pochissimo spazio e continua a risentire di guai fisici. In tutto, fino a gennaio, colleziona appena 5 presenze. Nel calciomercato invernale accetta così il prestito al Genoa, dove torna a 10 anni di distanza, per provare a rilanciare una carriera che sembra ormai aver intrapreso la sua fase discendente. Senza essere riuscito, al momento, dopo aver fatto intravedere grandi potenzialità, a rispecchiare le elevate aspettative che il calcio italiano aveva riposto su di lui a inizio carriera.
