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Demiral LeaoGoal/Getty

Demiral e Leão, due vecchi amici: dallo Sporting alla Serie A

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Alzi la mano chi pensava che Merih Demiral si sarebbe preso la maglia da titolare della Juventusprima di Natale, tenendola per 5 partite di fila, prima di doverla restituire a Matthijs de Ligt dopo la rottura del legamento crociato del 12 gennaio all'Olimpico di Roma. Difficile ipotizzarlo ad inizio stagione, in un reparto che può annoverare alla voce difensori centrali anche i totem Chiellini e Bonucci, oltre a Daniele Rugani. Eppure Maurizio Sarri, dopo essersi ritrovato senza il capitano a sua volta lungamente infortunato, non ha esitato a puntare con decisione sul turco, mettendo sistematicamente in panchina un De Ligt pagato 75 milioni e ritenuto il colpo stellare del mercato estivo bianconero.

Demiral è "duro, molto duro" e "pulisce tutto", questa è la verità già palesatasi a Sassuolo e messa in parole dallo stesso giocatore nato a Kocaeli. Era il marzo 2017 e il difensore raccontava così alla rivista ufficiale dello Sporting Clube de Portugal il modo in cui si era descritto ad un compagno di squadra più giovane di lui. Facciamo un salto in avanti di 2 anni e mezzo: 10 novembre 2019, Allianz Stadium di Torino. Merih Demiral siede sulla panchina della Juve, non si è ancora imposto di forza come il partner designato di Bonucci e guarda De Ligt e compagni superare per 1-0 il Milan. Minuto 66 del secondo tempo, dalla panchina rossonera subentra quel giovane compagno di Demiral allo Sporting: è Rafael Leão.

Djalo Demiral Leao Sporting NO HEADERTwitter

Si chiude un cerchio apertosi nel gennaio 2017, quando il club portoghese aveva prelevato in prestito Demiral dall'Alcanenense, che a sua volta lo aveva pescato nelle giovanili del Fenerbahçe. Il turco viene aggregato alla formazione Juniores e ne diventa subito un pilastro a 19 anni. Leão - di un anno più giovane, classe '99 - a Lisbona già c'è, avendo fatto tutta la trafila delle giovanili dello Sporting, ed è uno degli elementi di punta della formazione allenata da Tiago Fernandes. "Rafael mi ha chiesto di essere più morbido nelle marcature. Ma loro sanno come sono, sono duro, molto duro, pulisco tutto", questa la 'promessa' fatta da Demiral a Leão, alla vigilia di un match che vedrà i due compagni affrontarsi da avversari con le maglie Under 19 di Turchia e Portogallo.

Quella formazione dello Sporting vincerà poi a maggio il campionato Juniores e Demiral, con 12 presenze e due goal, convincerà il club biancoverde a riscattarlo per 200mila euro. Anche Leão continua il suo avanzamento di carriera a Lisbona, ma qua le strade dei due su dividono: l'attaccante, pur più giovane di un anno, riesce a convincere Jorge Jesus ad aggregarlo alla prima squadra per la stagione 2017/18, mentre Demiral viene destinato alla formazione B (dove già aveva messo il naso con 3 presenze), che disputa la LigaPro.

Un'annata fallimentare per lo Sporting Clube B, che viene addirittura retrocesso ma soprattutto cessa di esistere, discontinuato dal club. Demiral torna in patria - all'Alanyaspor, anticamera del passaggio al Sassuolo pochi mesi dopo - ma anche Leão lascia Lisbona nella stessa estate del 2018, accasandosi al Lille dove esploderà, convincendo il Milan ad investire su di lui 23 milioni. Il giovane attaccante non sa ancora che a Milano troverà qualcuno - e non uno qualsiasi - che lo prenderà sotto la sua ala protettiva, intravvedendo in lui il potenziale del campione.

"Ibrahimovic mi sta molto vicino, fin dal suo arrivo ha avuto questo atteggiamento con me. Mi dà molti consigli, mi dice che ho il potenziale per diventare un punto di riferimento al Milan".

Se Ibra sembra aver scelto fin da subito il suo prediletto, il "duro" Demiral non ha bisogno di sponsor, come fece chiaramente capire in quell'intervista spavalda di 3 anni fa.

"Sono arrivato all'Alcanenense con la certezza assoluta che in poco tempo sarei stato in un grande club. Ho preferito lo Sporting perchè sono nel miglior settore giovanile del mondo. Sono nel posto migliore per diventare il migliore al mondo".

Arroganza o consapevolezza dei propri mezzi? La seconda, visto che l'allenatore di quello Sporting Juniores, Tiago Fernandes, è tra quelli che avrebbe alzato la mano scommettendo su Demiral in campo con la Juve e De Ligt in panchina.

"Ho avuto bisogno solo di 20 minuti quando ho visto Merih. È veloce, concentrato, con attitudine competitiva fuori dall'ordinario, ha volontà, ambizione, umiltà ... È fantastico, varrà milioni".

Parole profetiche, e non solo perchè la Juve lo ha pagato 18 milioni al Sassuolo, ma soprattutto perchè i bianconeri nello scorso gennaio se ne sono trovati sul tavolo ben 35, da parte del Leicester.Offerta rispedita al mittente, così come i sondaggi altrettanto ricchi della Premier League. La Juve punta forte su Demiral, l'uomo che "pulisce tutto". E l'incrocio sui campi della Serie A con Leão - se il Milan avrà la pazienza di aspettare la giovane pantera portoghese - potrebbe diventare un classico degli anni a venire, con l'uno a marcare l'altro. "Rafael lo sa, sono molto duro...".

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