Da quando ha alzato il muro, l'Inter non ne ha sbagliata una in campionato: le sette vittorie consecutive sono frutto di un'organizzazione difensiva migliorata, affinata secondo l'esigenza di portare a casa il risultato. E Stefan De Vrij è, come sempre, uno dei leader del reparto.
Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', il centrale olandese si è soffermato sul paragone con 'The Wall', Walter Samuel, decisamente apprezzato e accettato.
"Sì, mi piace. Non avevo un soprannome prima in Olanda... Tra l’altro, quando sono arrivato a Milano, nel mio video di presentazione costruivo un muro. Ho avuto la fortuna di parlare con Samuel un paio di volte per qualche evento: è una brava persona e un difensore fortissimo".
Il primo posto dista un punto e l'assenza dell'impegno europeo, alla lunga, potrebbe fare la differenza nella lotta per lo Scudetto.
"Tutte le parole sono ammesse nel mio vocabolario, anche “scudetto” (ride, ndr). Ma come è inutile guardare troppo al passato, è inutile anche guardare troppo in avanti. Ora siamo lassù e lassù vogliamo arrivare alla fine. Come riuscirci? Vincendo ogni partita, a cominciare dalla prossima".
Da Conte una richiesta in particolare: mostrare di più gli 'artigli' quando il gioco inizia a farsi duro.
"La bellezza della vita e del calcio è che ognuno è diverso: io ho imparato da tutti i miei tecnici. Conte è un vincente, riversa sulla squadra la sua stessa voglia e cerca di sfruttare tutto il potenziale che ognuno di noi ha dentro. Batte su quello, trasmette passione e mentalità. A me dice che sono troppo buono e che a volte dovrei essere più cattivo: anche grazie a lui su questo aspetto ho fatto dei passi in avanti".
La Juventus dell'amico De Ligt è lontana nove punti, divario che comunque non può rendere completamente tranquillo l'ambiente interista.
"Io e Matthijs passiamo molto tempo insieme, ma non ci concentriamo sulla sfida Inter-Juve, al massimo parliamo di calcio in generale. Loro sono un po’ indietro in questo momento, ma la Juve la conosciamo tutti: si rifarà sotto".


