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De Ligt e l’’università’ Juve: “Imparo da Bonucci e Chiellini”

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Quando nell’estate del 2019 la Juventus è riuscito a portarlo a Torino battendo una foltissima concorrenza, sono stati in molti coloro che ha hanno pensato che, assicurandosi Matthijs De Ligt, il club bianconero avesse preso uno dei migliori talenti europei.

Al difensore olandese è bastato un breve periodo di ambientamento in un campionato tutto nuovo per lui per iniziare a mostrare con costanza le sue qualità e per diventare uno degli uomini di punta della compagine campione d’Italia.

De Ligt oggi è universalmente considerato uno dei più forti centrali del pianeta ma, in un’intervista rilasciata a ‘The Athletic’, ha svelato che ad inizio carriera il suo ruolo era un’altro.

“Quando avevo 15 anni giocavo a centrocampo. Ero un numero 6 e i miei modelli erano due: Sergio Busquets e Pirlo”.

Nelle scorse settimane, il suo agente Mino Raiola, ha spiegato di vedere in lui il futuro Primo Ministro dell’Olanda, visto che fin da giovanissimo ha mostrato grandi doti da leader.

“Non è la mia ambizione. Mi sto concentrando solo sul mio calcio. E’ questo ciò che amo”.

Alla Juventus De Ligt ha trovato diversi difensori dai quali poter imparare molto.

“Sono davvero fortunato, visto che gioco con quasi tutti quelli che guarderei se fossi un giovane giocatore. Bonucci è davvero bravo nella costruzione e quindi gli parlo e guardo cosa fa. Chiellini è bravissimo in marcatura e quindi provo ad imparare anche da lui. Gioco con van Dijk. Alla fine però, è importante sviluppare il proprio gioco e non iniziare ad imitare qualcuno. Si tratta di provare a migliorare il più possibile”.

La Serie A è considerata una sorta ‘università’ per i difensori.

“E’ una grande sfida per un difensore mettersi alla prova in Italia da non italiano, ma io adoro le grandi sfide. Ho pensato che questo fosse il posto migliore per me e non mi sono pentito della scelta. Sono davvero contento”.

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