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De Ascentis TorinoGetty Images

De Ascentis, da una vita da mediano al CrossFit agonistico: "È più puro come sport"

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"Non amo il calcio oltre il campo, lo trovo deprimente. Lo vorrei più sereno". Diego De Ascentis lo diceva nel 2009, ormai a fine carriera, dopo aver speso la sua vita da mediano in oltre 400 partite distribuite tra Serie A e Serie B, dopo gli esordi con la maglia del Como in Serie C.

A Como De Ascentis ci era nato nel 1976 e poi ci è tornato a vivere dopo aver appeso le scarpette al chiodo parecchi anni dopo. Testa ben piantata sulle spalle, solida come la sua presenza in campo, oggi gestisce assieme al fratello un ristorante sul lago, con annessa spiaggia. Inoltre ha anche una società di imbarcazioni che operano sullo specchio d'acqua. Insomma, è un uomo legato alle sue radici, conosciuto e apprezzato sul territorio.

Quella stessa appartenenza che lo ha fatto amare dai tifosi di Bari, Torino e Atalanta, le squadre che hanno segnato la sua carriera, con la parentesi di un anno al Livorno e soprattutto di una stagione al Milan (1999/2000), in cui si è piazzato terzo in campionato raccogliendo il risultato migliore della carriera con i club.

De Ascentis si afferma al Bari, dove gioca per 3 stagioni da titolarissimo contribuendo a riportare i Galletti in Serie A, e diventa oggetto delle attenzioni di mercato di club di alto livello. Nel 1999 approda dunque al Milan scudettato di Zaccheroni, ma l'avventura al top del calcio italiano dura solo un anno, dovendo fare i conti con una concorrenza nel suo ruolo che ha i nomi di Albertini, Ambrosini e Gattuso.

De Ascentis Del Piero Milan JuventusGetty

A settembre del 2000 passa al Torino e ci gioca per 5 stagioni, diventando il capitano della squadra, che abbandona nel 2005 da svincolato dopo il fallimento targato Cimminelli. Allora va al Genoa, anzi no, visto che proprio quell'anno i rossoblù sono retrocessi in Serie C per illecito sportivo conseguente alla famosa valigetta piena di soldi sequestrata a un dirigente del Venezia.

Fa un anno dunque a Livorno e poi torna al Torino - nel frattempo risorto con Cairo - dove gioca un'altra stagione, prima di aprire l'ultimo capitolo calcistico della sua carriera, ovvero l'Atalanta. Nel 2007 a 31 anni De Ascentis firma un biennale e gioca due stagioni solide - il suo marchio di fabbrica - con oltre 50 presenze e zero goal.

Il mediano lombardo infatti corre tanto, tantissimo, ma segna col contagocce: a fine carriera si conteranno appena 7 goal in tutte le competizioni, centellinati in 16 anni e quasi 450 presenze tra i professionisti. Nell'estate del 2009 lascia l'Atalanta, ma a sorpresa ad ottobre rifirma per una stagione con gli orobici.

"Forse mi sono complicato la vita - racconta alla 'Gazzetta dello Sport' - L'Atalanta mi aveva proposto il rinnovo, ma cercavo esperienze nuove. Alcune squadre di B e una greca mi volevano, ma a forza di attendere sono rimasto a piedi. Quel periodo l'ho passato con la mia famiglia. Non ho mai guardato una partita in tv, mi sono dedicato ad altre passioni. Le moto, la corsa. In futuro mi piacerebbe fare le mezze maratone. Ma dopo due mesi mi mancava già lo spogliatoio".

A Bergamo intanto è arrivato Antonio Conte al posto di Gigi Delneri ed è proprio lui a voler dare una nuova chance a De Ascentis. Da centrocampista che non molla mai ad uno come lui, che lo ripagherà andando subito in goal al suo ritorno in campo contro l'Udinese. Non segnava addirittura da 1409 giorni. Nell'Atalanta di Conte e del preparatore Ventrone si lavora da matti, come racconta ancora De Ascentis.

De Ascentis Conte AtalantaGetty

"Posso dirlo? Ci fanno il c... quadro, mai lavorato tanto. Il Conte allenatore è come il Conte giocatore che spesso ho affrontato da avversario: sempre sul pezzo, la stessa cura dei dettagli. Sono uno dei migliori nei test atletici? Non mi tengo in forma certo con birre e aperitivi ma con la palestra, corsa ed esercizi imparati in tanti anni di calcio".

Una passione per la palestra e per l'esercizio fisico nella sua forma più pura che De Ascentis coltiverà in maniera agonistica pochi mesi dopo. Nel 2010 lascia infatti l'Atalanta e il calcio giocato e a 34 anni si dedica anima e corpo al CrossFit, arrivando a partecipare ai CrossFit Games Open con risultati di rilievo nazionale.

"Sono sempre stato un calciatore molto 'fisico', trattenendomi per ore in palestra anche dopo che i miei compagni avevano finito l'allenamento. Quindi quando ho smesso di giocare a calcio professionistico ero ansioso di raccogliere la sfida di competere come individuo e non in una squadra. Il CrossFit è più puro come sport e sono fortunato ad aver trovato entusiasmo e amicizia, soprattutto nelle competizioni, dove ogni altro atleta sembra voler aiutare gli altri e condividere esperienze. Questo è unico nel mondo dello sport".

Il De Ascentis calciatore non si ritira tuttavia a mani vuote, ma anzi può ammirare nella propria bacheca qualcosa di prezioso, perchè vinto con la maglia azzurra. Nel 1997 infatti il centrocampista allora al Bari vince la medaglia d'oro - nella finale giocata proprio al San Nicola del capoluogo pugliese - ai Giochi del Mediterraneo disputati dall'Under 23 allenata da Marco Tardelli. Titolarissimo a centrocampo, in squadra con Buffon e Totti. Non male dopo aver passato una vita a recuperar palloni...

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