E' stato protagonista di quella gara, quella che sembrava stesse per essere sospesa, dopo il rinvio di un'ora. Dopo il goal e la vittoria della sua SPAL contro il Parma, però, Andrea Petagna aveva chiesto di sospendere il campionato. Le porte chiuse non bastavano per combattere la pandemia di coronavirus.
Detto fatto e dopo la domenica di campionato, il calcio e lo sport italiani sono stati sospesi, seguiti a ruota da decine di nazioni. Ora Petagna è nella sua abitazione come milioni di italiani, così da provare a contenere la diffusione del covid-19 che sta terrorizzando il paese.
Vista la situazione, DAZN ha creato DAZN calling, videochiamate tra Diletta Leotta e i campioni della Serie A.
Tra i protagonisti anche Petagna, che spiega come organizza la sua giornata in queste prime due settimane:
"Sto molto bene per fortuna. Sono a casa mia a Milano, devo dire che le giornate sono molto lunghe. Mi sveglio abbastanza presto, faccio colazione, ho la fortuna di aver un terrazzo abbastanza grande, ho un po’ di elastici, la cyclette, il tappeto per correre, quindi sono abbastanza organizzato. Mi alleno e nel pomeriggio guardo un po’ di Tv, poi aspetto la cena e si va a dormire. Non c’è molto da fare".
Il primo goal a porte chiuse dell'ultimo turno è stato quello di Petagna:
"La partita contro il Parma è stata surreale, è mancata quella tensione che c’è prima di ogni gara. Anche con i compagni facevamo fatica ad alzare il ritmo nel riscaldamento, poi mentre stavamo per scendere in campo siamo tornati negli spogliatoi, poi siamo di nuovo tornati in campo, è stata una situazione particolare. Siamo riusciti a portare a casa i tre punti e questo è stato importante per la squadra, ma spero di non giocare mai più a porte chiuse".
La carica ora, riesce a trovarla in altri modi:
"L’unica cosa positiva di questo momento è che sto bene, i miei amici stanno bene, la mia famiglia sta bene. Rivolgo il mio pensiero alle persone che devono continuare a lavorare, che stanno facendo ancora tanti sacrifici, alle persone che sono da sole, agli infermieri e ai nostri dottori che stanno lavorando ventiquattro ore su ventiquattro per salvare delle vite".
Petagna mangia poche cose essenziali:
"Cerco di mantenermi in forma in qualche modo. Per fortuna ho uno spazio all’aperto. Per quanto riguarda l’alimentazione non ci sono pericoli perché comunque non sono un grande chef, mangio pasta in bianco, petto di pollo, bresaola in busta e niente altro".
Da casa, ovviamente, tutti sono attaccati al cellulare:
"Abbiamo un gruppo e il preparatore ci ha mandato tutti gli allenamenti da fare a casa. Valdifiori tutte le mattine alle 9:00 manda la rassegna stampa e i giornali da leggere e poi c’è un’applicazione, ‘HouseParty’, che permette di fare videochiamate fino ad otto persone. Chiaccheriamo lì".
Per chiudere la chiamata, un messaggio a tutti i tifosi della SPAL e a tutti gli italiani:
"Il messaggio che mi sento di mandare a tutti è quello di rimanere a casa, è questa la cosa più importante da fare in questo momento. Bisogna fare il tifo per i nostri medici e i nostri infermieri che stanno lavorando giorno e notte per salvare tanti italiani. Ci sarà tempo per tornare a parlare di calcio e per tornare allo stadio. Adesso la cosa importante è restare a casa".


