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Juninho Pernambucano Lyon Manchester United 30 01 2017

Dalla Ligue 1 a superstar: Juninho

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Non c’è mai stato nessuno migliore di lui. Per Juninho Pernambucano l’arte del calciare le punizioni è diventata una scienza, un qualcosa alla quale gli appassionati di Ligue 1 hanno avuto modo di assistere per otto anni.

Il ‘Piccolo re di Sao Januario’ è approdato al Lione nel 2001 dopo aver militato per sei anni nel Vasco de Gama e nel suo Brasile era riuscito a trascinare la sua squadra alla conquista di due campionati oltre che, nel 1998, dell’unica Coppa Libertadores della sua storia.

Quando arrivò non fu accolto il maniera trionfale. Allora si era in un’epoca precedente all’utilizzo di massa di Internet ed anche le immagini della splendida punizione che aveva regalato al Vasco la vittoria sul River Plate nel seconda delle due sfide di semifinale di Libertadores erano introvabili in Francia.

Il mondo presto avrebbe conosciuto quel segreto di Juninho che per molti ancora era celato.

Juninho Pernambucano - Mercosul 2000

“Al Lione c’erano già tre brasiliani [Edmilson, Claudio Caçapa e Sonny Anderson] e questa fu una cosa molto importante per me perchè facilitò la mia fase di integrazione in Francia”, ha spiegato Juninho a UEFA.com.

“Io avevo sempre immaginato un futuro in Europa e l’allenatore del Lione, Bernard Lacombe, sembrò molto desideroso di avermi nella sua squadra e così mi decisi a firmare”.

Arrivò nel 2001 per guidare il centrocampo di una squadra che non aveva mai vinto un titolo in Ligue 1. Nell’ottobre dello stesso anno, Juninho con un calcio di punizione magnifico annunciò l’inizio di una nuova rivoluzione francese.

Si giocava in casa contro il Sochaux, il brasiliano calciò un pallone dai 25 metri che rimbalzo verso l’angolo più lontano prima di infilarsi imparabilmente in rete.

Nella sua prima stagione in Ligue 1, Juninho totalizzò 29 presenze, il tutto mentre il Lione viaggiava verso la conquista del suo primo campionato.

Si era solo all’inizio. Juninho ne avrebbe vinti altri sei di campionati e l’OL fu protagonista di un’era di dominio come non se ne erano mai viste in Ligue 1.

Sono stati otto anni gloriosi, costellati da una punizione dopo l’altra.

Juninho Pernambucano Lyon Manchester United 30 01 2017

“Quell’uomo ha fatto con la palla cose straordinarie”, ha scritto il grande Andrea Pirlo nella sua autobiografia che comprendeva un capitolo intero dedicato al leggendario centrocampista del Lione.

“Non ha mai calciato un pallone storto. Mai. Ho controllato le sue statistiche ed ho capito che non si trattava di una casualità… La ricerca del segreto di Juninho era diventata un’ossessione… il tutto dipendeva da come riusciva ad imprimere forza al pallone, non dove”.

“Il mio obiettivo era quello di effettare la palla”, ha detto Juninho a FourFourTwo.

“Mi piace l’approccio con una rincorsa dritta, colpire la palla con l’interno del piede come se si trattasse di un passaggio, ma con più potenza. Colpire il centro della sfera e guidarla. Questo creerà un effetto violento che confonde il portiere. Questo effetto è stato chiamato ‘knuckleball’”.

Da Cristiano Ronaldo e Gareth Bale, passando per Didier Drogba e David Luiz, sono diversi i giocatori che hanno cercato di adottare questa tecnica, ma nessuno si è realmente avvicinato a replicare lo straordinario record di Juninho.

Juninho Pernambucano Lyon 05 22 2009Getty

Ha segnato 75 goal direttamente da calcio di punizione nel corso della sua carriera. 44 li ha realizzati con la maglia del Lione, con la quale è andato complessivamente 100 volte in goal in oltre 300 presenze. Ha lasciato il club in lacrime nel 2009 quando era chiaro ormai che il suo tempo lì era finito.

‘Juni’ era diventato una leggenda del club e quindi gli fu permesso di unirsi all’Al-Gharafa a parametro zero. In seguito si trasferì in MLS ai New York Red Bulls per poi tornare al Vasco, club per il quale ha firmato un contratto da pochi euro a settimana al minimo sindacale in Brasile.

Prima di trasferirsi, chiese di provare il pallone che veniva utilizzato in campionato, in modo da poter perfezionare la sua tecnica in condizioni diverse.

“Ho passato i migliori anni della mia vita con il Lione”, ebbe modo di dire. La Ligue 1 ha trascorso alcuni dei suoi anni migliori con lui.

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