Dal sogno alla Serie B olandese, Beltrame: "Ora voglio dimostrare il mio valore"

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Stella della Juventus Primavera dal 2011 al 2013, Beltrame si racconta ai microfoni di Goal: “Ora ho una testa che prima non avevo".

Faccio mea culpa, non mi va di cercare alibi, potessi tornare indietro vivrei solamente di pallone”. L'intervista con Stefano Beltrame, attaccante di spicco della Juventus Primavera dal 2011 al 2013, inizia all'insegna della sincerità. Squadra forte, guidata da Marco Baroni, composta da talenti importanti. Su tutti: Leonardo Spinazzola e Daniele Rugani.

Torneo di Viareggio e Coppa Italia di categoria, ma soprattutto un rendimento personale notevole: “Sì, è stato un periodo fantastico. Ho bellissimi ricordi sotto tutti i punti di vista, definirei la Juventus una palestra umana che, inevitabilmente, riflette sul terreno di gioco. Dispiace però non aver conquistato lo scudetto, il gruppo avrebbe potuto centrare questa missione. Insomma, resta un piccolo rammarico”.

Debuttando in prima squadra il 26 gennaio 2013, in occasione di Juventus-Genoa, però ne ha conquistato uno con i grandi:Se vogliamo metterla così, va bene (sorride, ndr). E' accaduto tutto così velocemente. La settimana prima ero in panchina a Udine, ma non entrai. Mentre contro i rossoblù, nella ripresa, mister Conte si avvicinò e mi disse: “Inizia a scaldarti, tra due minuti tocca a te”. Non ho ben realizzato cosa stesse accadendo, ricordo solo di aver sostituito Claudio Marchisio”.

Mi dica qualcosa di non banale su Antonio Conte: “E' vero, tutti lo descrivono come un martello, ed è proprio così. Posso solo parlarne bene, mi ha fatto esordire in serie A e mi ha aiutato molto in allenamento. Al termine delle sessioni, spesso e volentieri, si fermava per perfezionare le mie conclusioni: dalla distanza e ravvicinate; controlla ogni singolo dettaglio, riesce a tirarti fuori tutto”.

Stagione 2013-14, ecco il primo prestito nella cadetteria: Bari: “Sono arrivato in Puglia il 2 settembre, la squadra era composta perlopiù da giocatori di grande esperienza, mi sono ritrovato in una situazione completamente differente rispetto al mondo del calcio giovanile. Non ero pronto per la B. Il salto è dei più notevoli e, se non sei preparato mentalmente, ti fai male”.

Nella giostra delle compartecipazioni, poi risolta a proprio favore, la Juventus cede il 50 % del suo cartellino alla Sampdoria: “Ho fatto solo un ritiro estivo con i blucerchiati, ma devo dire che anche questa s'è rivelata un'esperienza interessante. Anche perché ho avuto modo di conoscere Sinisa Mihajlovic”.

Che tipo è l'attuale tecnico del Torino? “Caratterialmente tosto e tatticamente molto preparato. Le sue squadre in allenamento lavorano tanto e bene”.

Dopodiché, Modena e Pro Vercelli in serie B, Pordedone in Lega Pro. Complessivamente, tre esperienze in cui non è riuscito a esprimere le sue qualità: “Ripeto, non cerco alibi. In Emilia Romagna, però, la pubalgia mi ha tenuto fuori per parecchi mesi. A Vercelli, invece, non mi sono trovato con l'allenatore. A Pordenone le cose sono andate meglio”.

Avventure non entusiasmanti in Italia, si spiega così la scelta di andare al Den Bosch nella serie B olandese?Volevo provare qualcosa di diverso e, per questo motivo, ho scelto di trasferirmi all'estero”.

Si è trovato così bene nei Paesi Bassi che, nuovamente in prestito, gioca per i Go Ahead Eagles. Come procede a Deventer?Le cose, a livello di squadra, non stanno andando splendidamente. In campionato abbiamo racimolato 4 punti in 6 giornate. Possiamo e dobbiamo migliorare. Fisicamente sto bene, ho trovato la rete e voglio continuare su questa strada”.

Nei suoi due anni di Primavera juventina ha incontrato, tra gli altri, prima Spinazzola e dopo Rugani. Valutando i percorsi intrapresi dai suoi ex compagni, sente di aver sprecato tanto tempo? “Ora ho una testa che prima non avevo. Devo ringraziare il mio procuratore, Carlo Alberto Belloni, che mi ha cambiato mentalità. Il passato è andato, bisogna costruire presente e futuro”.

A 24 anni, e con un contratto in essere con la Juve fino al 2020, che obiettivi si dà nel breve termine?Dopo diversi guai fisici, mi premeva recuperare la miglior condizione atletica. Adesso voglio fare bene in Olanda, più avanti vedremo cos'accadrà”. Non è mai troppo tardi.

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