Ricorrenza importante quest'oggi per la terza squadra più titolata di Spagna: l'Atletico Madrid, che è stato fondato il 26 aprile del 1903, compie infatti 117 anni di vita. Nella sua bacheca figurano 10 campionati spagnoli, 10 Copas del Rey, 2 Supercoppe spagnole, 1 Coppa Intercontinentale, 3 Supercoppe europee, 1 Coppa delle Coppe e 3 Coppe UEFA.
A scrivere la storia più recente dei Colchoneros hanno contributo anche sette giocatori italiani. Alcuni di loro, all'interno di questa storia, sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante, altri hanno fatto bene, altri ancora sono stati dei carneadi o delle profonde delusioni.
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CHRISTIAN VIERI (stagione 1997/98)
Il presidente dell'Atletico Madrid, Gesus Gil, cerca rinforzi importanti per la nuova stagione, che vede i Colchoneros protagonisti anche in Coppa UEFA. Il patron dei Rojiblancos, dopo il 10° titolo di Spagna vinto due stagioni prima, sogna un trionfo europeo e non bada a spese nel calciomercato estivo, investendo ben 34 miliardidi Lire per strappare alla Juventus Christian Vieri e offrendo al giocatore un ingaggio da 3 miliardi e mezzo a stagione L'attaccante figlio d'arte sarà il primo italiano ad indossare la divisa del club madrileno, nonché quello che farà meglio di tutti.
“Un giorno Moggi mi chiama a rapporto. - racconta Bobo nella sua autobiografia 'Chiamatemi Bomber' - Entro nel suo ufficio e trovo già lì mio procuratore e Bettega. Il direttore, con i suoi modi tranquilli e gli occhi semichiusi, dice che è pronto ad aumentarmi l’ingaggio, ma che non può andare oltre i 2 miliardi di lire a stagione. L’Atletico Madrid offre 3 miliardi e mezzo. 'Si va in Spagna', dico. E la riunione finisce all’istante. Lo ammetto, decisi guardando solo il portafogli. Potendo tornare indietro, sarei rimasto".
Nei progetti di Gil, Vieri dovrà essere il letale terminale offensivo della squadra guidata da Radomir Antic. Oltre al centravanti italiano, al Calderón arriva anche il trequartista brasiliano Juninho Paulista, mentredal West Ham torna l'idoloportoghese Paolo Futre.
Dopo l'esordio nel pareggio al Bernabeu nel Derby con il Real, 'Bobo' firma la sua prima rete spagnola su rigore il 16 settembre, nel successo interno per 2-1 contro il Leicester City nel Primo turno di Coppa UEFA. Da lì in avanti non si fermerà più, trascinando la squadra sotto il profilo realizzativo.
GettyNella Liga, nonostante una stagione non brillante dei Colchoneros, Vieri segna 24 goal in altrettante presenze, conquistando, unico italiano a riuscirsi, il titolo di 'Pichichi', ovvero di miglior marcatore della Liga in quella stagione. Ma la prodezza più bella arriva in Coppa UEFA e Vieri la segna contro i greci del PAOK Salonicco nei sedicesimi di finale del torneo.
L'Atletico Madrid travolge 5-2 il PAOK al Calderón, ma la perla della serata è tutta di Bobo, che pochi giorni dopo aver rifilato una tripletta al Saragozza sul proprio campo, si ripete in Europa. Già nel primo tempo 'Bobo' realizza due goal, uno di opportunismo, l'altro al termine di un'azione corale della squadra. Ma il terzo resterà nella storia. Michopoulos, il portiere avversario, cerca di far scorrere il pallone in fallo laterale. Quella palla sembra persa e invece Vieri la recupera sulla linea di fondo e da quella posizione molto defilata inventa, senza guardare la porta, una conclusione ad effetto che non lascia scampo all'estremo difensore avversario.
Sicuramente uno dei goal più belli segnati in carriera da Vieri, che lo consegnano per sempre alla memoria dei tifosi colchoneros.
"Alla vigilia di Atletico-PAOK parlo con Futre, il mio punto di riferimento. - rivela Vieri nel suo libro - Paulo è il pupillo del presidente Jesus Gil. 'Devi dire al presidente che se segno tre gol anche in Coppa mi aspetto in regalo una Ferrari 550 Maranello'. Futre va davvero da Gil, poi torna: 'Ok Bobo, fai tripletta e la Ferrari è tua. Ve lo ricordate il tiro impossibile dalla linea di fondo, quasi dalla bandierina del calcio d’angolo? Le immagini di quel goal fanno il giro del mondo, ma nessuno sa che vale anche una Ferrari".
Il cammino europeo dell'Atletico Madrid in quella stagione si chiude nelle semifinali, quando un goal di Jugovic al Calderón nella sfida di andata premia la Lazio di Sven Goran Eriksson. Proprio quel doppio confronto di Coppa UEFA sarà galeotto. Cragnotti lo vuole a tutti costi in squadra per far fare il salto di qualità decisivo ai i capitolini e mette sul piatto 55 miliardi di lire. Vieri il 28 agosto saluta così l'Atletico Madrid in estate dopo una sola stagione con 29 goal complessivi in 31 partite giocate. Ma per rispetto e riconoscenza verso il presidente Gil, non ritirerà mai quella Ferrari vinta con la serata magica in Coppa UEFA.
A riprosa dell'impatto devastante che il centravanti italiano ebbe sul calcio spagnolo, il tecnico Antic, interrogato dai giornalisti, di lui disse:
"Vieri morto è più bravo di qualunque altro attaccante vivo".
GettyMICHELE SERENA (stagione 1998/99)
Esterno mancino in grado di ricoprire qualunque posizione sulla fascia sinistra, Michele Serena arriva all'Atletico Madrid nell'estate 1998 per poco meno di 12 miliardi. Gli spagnoli lo prelevano dalla Fiorentina di Cecchi Gori.
Il suo approdo ai Colchoneros, come nel caso di Torrisi e Venturin, è legato all'arrivo sulla panchina del club di Arrigo Sacchi. Serena, per la sua duttilità tattica, è infatti un pallino del tecnico di Fusignano e durante la sua avventura spagnola è anche convocato in Nazionale da Dino Zoff.
Sacchi dopo 7 mesi, il 14 febbraio 1999, viene esonerato da Gil per i risultati deludenti ottenuti. Michele Serena farà comunque una buona stagione, collezionando 36 presenze e 3 goal (contro Extremadura, Celta Vigo e Real Sociedad) nella Liga, 6 presenze e un goal nella cavalcata in Copa del Rey fino alla finale persa con il Valencia e 10 presenze in Coppa UEFA.
In campionato l'Atletico, che dopo l'addio di Sacchi è guidato da Aguiar prima e nuovamente da Antic poi, chiude al 13° posto. Meglio fa in Coppa UEFA, dove arriva fino alle semifinali, venendo eliminato dal Parma di Malesani, poi vincitore del trofeo.
Nell'estate seguente Serena, dopo una sola stagione vissuta in Spagna, lascia l'Atletico Madrid e viene comprato dall'Inter di Moratti per 14 miliardi e mezzo, prima di essere girato in prestito proprio al Parma.
GettySTEFANO TORRISI (stagione 1998/99)
Anche il difensore Stefano Torrisi, come Michele Serena e Giorgio Venturin, approda all'Atletico Madrid nell'estate 1998/99 su richiesta di Arrigo Sacchi, che lo preleva dal Bologna. Il suo ruolo per i Colchoneros sarà più marginale rispetto al connazionale, ma saprà comunque ritagliarsi il suo spazio.
Per Torrisi saranno 17 le presenze nella Liga, con anche la soddisfazione di una rete segnata nella vittoria casalinga per 3-0 contro l'Alavés. Il difensore giocherà anche in Copa del Rey, totalizzando 5 presenze, e in Coppa UEFA, torneo nel quale metterà insieme 4 presenze e un altro goal.
Dopo aver chiuso il girone di andata al 3° posto, l'inizio horror della squadra nel girone di ritorno, con 5 sconfitte di fila, costa la panchina ad Arrigo Sacchi. Sotto la guida di Aguiar e Antic, Torrisi, che fino a quel momento aveva giocato quasi tutte le gare da titolare, trova sempre meno spazio e nell'estate 1998 anche per lui si concretizza il rientro in Italia nelle fila del Parma di Alberto Malesani.
GettyGIORGIO VENTURIN (gen.-giu. 1999 e 1999/00)
Centrocampista d'ordine, Giorgio Venturin arriva all'Atletico Madrid dalla Lazio nel mese di gennaio del 1999, anche lui richiesto da Arrigo Sacchi. Il classe 1968 resta con i Colchoneros per una stagione e mezza, collezionando appena 17 presenze nella Liga, 11 il primo anno, 6 il secondo. Scende in campo anche in Copa del Rey e in Coppa UEFA
Nel 1999/00 vive da un lato la disastrosa stagione della squadra retrocessa in Segunda División, con addirittura 3 cambi di allenatore (da Ranieri ad Antic e infine a Zambrano), dall'altro la conquista della finale del Copa del Rey, grazie alla quale, pur perdendo contro l'Espanyol, la squadra di Madrid ottiene la qualificazione alla Coppa UEFA.
Nell'estate del 2000, dopo la retrocessione con i Colchoneros, torna in Italia accordandosi con il Torino, il club con cui è cresciuto, appena retrocesso anch'esso in Serie B.
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DEMETRIO ALBERTINI (stagione 2002/03)
Chiuso nel suo ruolo da Andrea Pirlo, nel 2002 il metronomo del centrocampo del Milan Demetrio Albertini non rientra più nei piani del tecnico Carlo Ancelotti. Il club rossonero trova così l'accordo con l'Atletico Madrid per la cessione in prestito annuale ai Colchoneros del trentenne centrocampista, sul quale c'era anche la Lazio.
"Arrivo da una squadra abituata a vincere tanto - dice il giorno della sua presentazione al Calderón - Vorrei riprendere a vincere. Come prima: quando uno assaggia il sapore della vittoria sa cosa vuol dire festeggiare qualcosa d'importante. Non sarei mai venuto a Madrid senza pensare di poter vincere. Non mi limiterò a fare un' esperienza e basta: a 30 anni voglio dimostrare, come ho sempre fatto, tutto il mio valore, con la promessa di dare tutto il possibile".
"Provo entusiasmo, sicuramente, ma anche curiosità per le tante novità. Ma in fondo qui ho tanti amici, alcuni giocatori li conosco, come Javi Moreno e José Mari. Con Paolo Futre ci siamo sentiti un po' di volte. In questo momento ho tanto entusiasmo e non vedo l' ora di cominciare a lavorare con la squadra. Quel che mi ha fatto decidere per la Spagna è l'entusiasmo trasmesso da Futre e da Miguel Angel Gil, che mi volevano assolutamente. Aragonés? Non l'ho ancora conosciuto, ma anche a 30 anni penso di poter imparare tanto. Voglio ancora imparare".
Con la squadra spagnola, guidata quell'anno da Luis Aragones, Albertini disputa effettivamente una stagione positiva, e colleziona 28 presenze e 2 goal nella Liga e 2 presenze e una rete in Copa del Rey. Demetrio si toglie anche la soddisfazione di segnare un goal su calcio di punizione ai rivali del Real Madrid nel Derby.
I risultati complessivi della squadra invece non saranno esaltanti: in campionato l'Atletico Madrid arriva 12°, mentre in Copa del Rey il suo cammino si ferma ai quarti di finale. Terminato il prestito, nell'estate 2003 Albertini torna al Milan, che deciderà di cederlo alla Lazio nell'operazione che porterà Giuseppe Pancaro in rossonero.

CHRISTIAN ABBIATI (stagione 2007/08)
Reduce da una stagione a titolo temporaneo con il Torino in Serie A, il 26 giugno 2007Christian Abbiati lascia nuovamente il Milan e si trasferisce in prestito annuale all'Atletico Madrid, destinazione a lui molto gradita. Decisive nella scelta dell'estremo difensore classe 1977, le referenze degli ex Colchoneros Vieri e Albertini.
"In questi giorni ho parlato con Vieri e Albertini- rivela nel giorno della sua presentazione al Calderòn, prima del concerto dei Rolling Stones previsto la stessa sera - e non ci hanno messo molto a convincermi. Mi hanno detto che il club è eccezionale, pieno di storia, fascino, passione, la città è straordinaria e il campionato emozionante. Dopo le loro telefonate i pochi dubbi che avevo sono spariti".
"In realtà la mia ripartenza l'ho già fatta, questo è un altro passo avanti. Arrivo in una squadra forte, alla quale manca poco per arrivare terza o quarta".
Abbiati all'Atletico parte come riserva diLeo Franco, ma la concorrenza non lo spaventa.
"L'ho visto giocare in alcune partite di quest'anno, è forte, - assicura - ha fatto una bella carriera. Io però sono qui per battermi, e spero di giocare".
Le parole del portiere lombardo sono profetiche, visto che prima del giro di boa della stagione si prende la maglia da titolare e non la lascia più. Colleziona 21 presenze nella Liga, dando un apporto determinante all'Atletico nella conquista del 4° posto che qualifica i Colchoneros alla Champions League, e 9 presenze in Coppa UEFA dopo aver vinto l'Intertoto. Concluso il suo prestito in Spagna, nel 2008/09 torna a difendere la porta del Milan.

ALESSIO CERCI (sett. 2014-gen. 2015 e 2016/17)
L'ultimo italiano ad aver indossato la maglia dell'Atletico Madrid in ordine cronologico è l'ala Alessio Cerci. Dopo una stagione da protagonista in Serie A con la maglia del Torino, il club di Madrid investe per portarlo in Spagna 15 milioni di euro più bonus legati al raggiungimento di determinati risultati.
L'avventura del giocatore romano classe 1987 con la squadra guidata da Diego Pablo Simeone, dopo un avvio promettente, sarà però piuttosto deludente. Cerci gioca, si fa per dire, un anno e mezzo con l'Atletico Madrid, facendo due distinte esperienze in Spagna, entrambe fallimentari.
Nel 2014 dopo il debutto in Champions League contro l'Olympiacos, segna quello che sarà il suo primo e unico goal nella goleada casalinga contro il Malmoe. Presto però l'ala italiana scivola indietro nelle gerarchie di Simeone, e il rapporto con l'allenatore si incrina.
"Il mio futuro? In questo momento è scomodo parlarne - dichiara l'esterno offensivo dopo l'amichevole contro l'Albania giocata con la Nazionale il 28 novembre - negli ultimi giorni si è detto molto e anche troppo. Io voglio giocare, sennò divento nervoso. E all’Atletico ho poco spazio. Vediamo da qui a fine anno quanto ne avrò a Madrid. Poi prenderemo una decisione. Io ho voglia di giocare".
A dicembre conta complessivamente 9 presenze e un goal, con un minutaggio molto ridotto, e viene girato in prestito al Milan, dove resta per un anno, fino a gennaio 2016, quando l'Atletico lo manda in prestito al Genoa per 6 mesi. Torna con i Colchoneros nell'estate 2016, ma anche nella nuova stagione gioca appena una gara in campionato e una in Copa del Rey. 'L'incubo' di Cerci, finisce nell'estate 2017, quando viene svincolato dai Colchoneros e si accorda con il Verona.


