"La storia è la memoria di un popolo" sosteneva Malcom X in una delle sue numerose scritture.
Non tutte le storie vedono però protagonisti grandi personaggi e grandi eventi. Capita invece molto più spesso che a scrivere alcune delle pagine più indelebili nella memoria dei popoli siano dei perfetti sconosciuti.
Il calcio anche in questo senso non fa eccezione e in più di un'occasione ci ha dimostrato come un perfetto carneade possa diventare eroe per un giorno.
Il racconto di oggi di protagonisti ne ha ben due: uno abbastanza conosciuto e l'altro del quale si fa fatica a trovare una manciata di righe perfino su internet. Stiamo parlando di Stefano Okaka, nel primo caso, e AdrianPit nel secondo.
Eppure ancora oggi, se fate il suo nome a Roma, il volto di tantissime persone si illuminerà con un sorriso.
Il 31 gennaio 2010 la Roma apre le porte dell'Olimpico al Siena in quella che da programma è la giornata numero 22 del campionato di Serie. La squadra di Ranieri ancora non lo sa, ma è di lì a poco è destinata a diventare la principale antagonista dell'Inter di Mourinho per lo Scudetto.
In quel momento però la Roma è al terzo posto, a nove punti di distanza dal primo e con in mezzo il Milan che è tutt'altro che intenzionato a mollare la presa.
I giallorossi sono risaliti con fatica da una situazione di classifica complicata e sono riusciti a mettersi in carreggiata dopo un inizio di stagione drammatico, con due sconfitte nelle prime due partite, le dimissioni di Spalletti e una prima parte di campionato da dimenticare.
Dalla prima di Ranieri sulla panchina romanista è passato un girone intero. Il tecnico di Testaccio esordì al Franchi di Siena, vincendo in extremis in rimonta grazie a una punizione di John Arne Riise.
Getty ImagesRanieri si presenta alla sfida di ritorno senza attaccanti, con Totti, Vucinic e Toni out per infortunio. Il Siena di Alberto Malesani non è certo un fortino inespugnabile - tant'è che alla fine di quella stagione retrocederà chiudendo al penultimo posto - ma presentarsi senza attaccanti rappresenta un grattacapo in più per i giallorossi.
L'inerzia dell'incontro sembra però non lasciar presagire un risultato diverso dalla vittoria della Roma. La squadra di Ranieri inizia un vero e proprio assedio alla porta difesa dall'ex Gianluca Curci. Assedio che però si rivela infruttuoso malgrado l'elevato numero di tentativi a rete.
Dove non arriva il portiere, arrivano le gambe degli avversari a respingere sulla linea palloni destinati in goal. La spinta giallorossa prosegue, con gli uomini di Ranieri che non si lasciano scoraggiare dal punteggio che rimane fisso sullo 0-0 sui tabelloni dell'Olimpico.
Il bianco e il nero accostati devono ispirare particolarmente Riise che, oltre alla punizione contro il Siena del girone d'andata, una settimana prima ha segnato un goal importantissimo in casa della Juventus.
Intorno alla mezz'ora, il terzino norvegese si vede arrivare una palla sbilenca dall'alto su deviazione di testa di Perrotta e decide di calciare al volo con il mancino.
La traiettoria è inusuale ma efficace e termina alle spalle di Curci. L'Olimpico si alza in piedi ad applaudire un goal capolavoro, sicuro che il divario nel punteggio tra squadre sarà ancora più consistente alla fine della partita.
Ma non va come previsto dal pubblico. Prima della fine del primo tempo il Siena trova il pareggio sugli sviluppi di un calcio d'angolo sotto Curva Sud. Respinta goffa della difesa romanista, destro da fuori di Jajalo diretto all'incrocio, grande intervento di Julio Sergio e Vergassola che ribadisce in rete per l'1-1.
Getty ImagesAl fischio che separa i due tempi, inizia a serpeggiare il presentimento che portare a casa i tre punti sarà un'impresa più ardua del previsto.
La trama della ripresa si sviluppa in sei parole: la Roma attacca, il Siena difende. La ripresa degli ospiti è un serrate i ranghi. La squadra di Ranieri passa alla modalità ultra offensiva, inserendo anche Cerci e Okaka.
Ci provano tutti a riportare la Roma in vantaggio: da De Rossi a Burdisso, da Taddei a Julio Baptista. Tutti con esito negativo. A negare la gioia a La Bestia è l'altro ex romanista nelle file del Siena Alejandro Rosi. Tutti con esito negativo. Il tempo scorre inesorabile e la flebile ipotesi di uscire dal pomeriggio dell'Olimpico con un risultato diverso dalla vittoria si fa sempre più tangibile.
Anzi la Roma rischia addirittura di perdere una partita che l'ha vista solo ed esclusivamente attaccare.
In una delle rarissime incursioni offensive in contropiede del Siena, Reginaldo spara verso la porta di Julio Sergio, rischiando di sorprendere il brasiliano grazie a una deviazione.
A due minuti dal termine entra in scena il nostro protagonista numero due: Adrian Pit, centrocampista romeno classe 1983 arrivato nel 2007 e che fino a quel momento aveva giocato una sola partita in giallorosso.
Il romeno è entrato al minuto numero 72 al posto di Rodrigo Taddei. Una mossa figlia della disperazione e della mancanza di alternative migliori in panchina.
Fino all'88esimo, il contributo di Pit è stato pressoché inesistente. Ma a volte basta una manciata di secondi per conquistare l'immortalità.
Il romeno riceve palla sulla sinistra e lascia partire un cross basso tutt'altro che preciso. Anzi, ha tutta l'aria di essere uno di quei tentativi di assist che non fanno altro che esasperare la frustrazione di chi si aspettava una giocata illuminante.
Ma il Dio del Calcio è grande, e quel giorno Adrian Pit è il suo profeta. Il pallone calciato dal centrocampista trova sulla sua traiettoria Stefano Okaka, che di tacco in girata elude l'intervento di Terzi e la piazza in rete facendo esplodere l'Olimpico.
Subita scatta la corsa dell'attaccante sotto la Curva Sud, con Daniele De Rossi a inseguirlo con sguardo esterrefatto mentre gli urla: "Mort***i tua che hai fatto!".
Getty ImagesCon quest'improbabile asse Pit-Okaka, la Roma si mette in tasca altri tre punti e continua la sua rincorsa verso la vetta.
Una rimonta che naufragherà poi la notte del 25 aprile contro la Sampdoria. Ma quel pomeriggio di fine gennaio non c'è spazio né tempo per pensare a quel che sarà. C'è solo da godersi una vittoria incredibile arrivata in maniera ancor più incredibile.
Ma la cosa più incredibile è che Pit e Okaka, a partire dal giorno dopo non faranno più parte della Roma.
Il primo lascerà Trigoria in direzione della Triestina, il secondo in prestito al Fulham.
Nessuno dei due farà ritorno alla Roma in pianta stabile, procedendo le rispettive carriere altrove.
Ma a Roma nessuno dimenticherà mai la descrizione di un'azione diventata quasi un mantra: "Cross de Pit, tacco de Okaka".


