Il tabellino finale recita Spagna 5, Croazia 3. La gara con più goal di Euro2020 è stata pregna di grandi giocate, ma anche di errori fantascientifici, difficili da spiegare (eufemismo). Una gara equilibrata solamente in pochi istanti, visto e considerato come la Roja abbia dominato in larga parte. Davanti ad una squadra che per inerzia è riuscita a segnare, più per adrelina che per programmazione e tecnica. La fine di un ciclo.
Deludente nella gara d'esordio contro l'Inghilterra e mai veramente convincente, la Croazia di Dalic era riuscita ad andare avanti contro la Spagna solo grazie al tremendo errore di Unai Simon (poi ampiamente riscattatosi). Raggiunta, è stata superata e solamente con un po' di grinta improvvisa ha trovato il 3-3 utile ai supplementari. Senza neanche sapere come.
La realtà dei fatti ha visto una Croazia sfilacciata, con poche idee e oramai vecchia. Seconda al Mondiale 2018 grazie ad una nuova generazione d'oro in stile Francia '98, la Nazionale a scacchi chiude anni di gloria uscendo agli ottavi di Euro2020 non in maniera negativa, ma comunque deludente.
Modric, Lovren, Badelj, Perisic e compagnia sono over 30 che hanno dato il meglio per la propria Nazionale nel Mondiale russo e negli ultimi tempi, nonostante ci abbiano provato in tutti i modi, non hanno trovato la stessa unità di intenti con i nuovi gioielli, per ora neanche lontanamente vicini agli idoli nazionali.
Già gli addii di Mandzukic, Rakitic e Srna, ma non solo, avevano limitato quantità e qualità per Dalic, che ha integrato nuovi virgulti come Brekalo, Gvardiol e Ivanusec, ma ora lo zoccolo duro della Nazionale potrebbe realmente riportare la Croazia ad essere una Nazionale normale, come nel periodo tra il 1998 e il 2018.
Ciclicamente, la Croazia perde la sua generazione d'oro attendendo del tempo per trovarne una nuova. Sembra essere questo il presente e il futuro della Nazionale biancorossa, anche se il Mondiale qatariota sembra essere comunque alla portata, anche se non per lottare in prima fila.
Nessuna sorpresa comunque per la federazione croata, tanto che Dalic aveva messo le mani in avanti prima di Euro2020:
"Tre anni fa abbiamo fatto un risultato storico, eravamo secondi al mondo. Ma questa non è la stessa squadra, ci sono diversi giocatori nuovi, giovani, che senza dubbio hanno talento, ma abbiamo bisogno di tempo per giocare e farci notare".
Una malinconia che sa di consapevolezza, di chi ha vissuto Zagabria vestita a festa per accogliere gli eroi russi nel 2018, di chi deve fare i conti con buoni giocatori in rampa di lancio verso l'esplosione, ma ancora altalentanti, fallaci, indecisi.
Nelle prime tre gare di qualificazione al Mondiale 2022, la Croazia ha ottenuto due vittorie e una sconfitta, guidando la classifica davanti alla Russia. Proprio la Nazionale ospitante nel glorioso mondo croato del 2018. Un modo per provare a ripartire dopo Euro2020. Pensando al destino e non ad un ciclo, che dati e prestazioni alla mano, sembra realmente finito.




