Niente da fare. Il tanto agognato riscatto non è arrivato. Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali qatarioti, la Costa d'Avorio dice addio anche alla speranza di lottare per conquistare la Coppa d'Africa. Eliminata agli ottavi di finale della competizione 2022, la squadra che un tempo fu di Drogba e Yaya Touré non riesce ad uscire da una normalità di risultati deludenti degli ultimi tempi.
A sorpresa non riuscita a qualificarsi ai playoff finali che decideranno le squadre africane per Qatar 2022, la Costa d'Avorio sperava si fosse trattato solamente di un caso, visti i nomi a disposizione del commissario tecnico Beaumelle. La conferma è invece arrivata: alla squadra manca esperienza ed unità.
Contro l'Egitto sono stati decisivi i rigori, con l'ultimo messo a segno da Momo Salah: l'unico errore della lotteria è stato da parte di Bailly, uno tra i più esperti giocatori di Beaumelle. Difensore del Manchester United, risulta comunque essere uno dei tanti connazionali che non ha mai alzato l'asticella per raggiungere i vecchi miti Touré (entrambi i fratelli), Drogba e Kalou.
E pensare che nell'ultima parte di sfida la Costa d'Avorio ha puntato su Haller, capocannoniere di Champions League, il neo-atalantino ed ex Sassuolo, Boga, insieme a Zaha e Pepè. Eppure, non è arrivato il goal. Con conseguente eliminazione dai Mondiali e seconde lacrime nel giro di pochi mesi dopo l'addio a Qatar 2022 causa avanzamento del Camerun.
Da tempo i tifosi della Costa d'Avorio non riescono ad essere entusiasti per la Nazionale, nonostante una Coppa d'Africa nel 2015. A livello mondiale sono arrivate due mancate qualificazioni nel 2014 e nel 2018, con la terza recentissima. In più sono pochi i giocatori che esaltano il popolo ad Abidjan e dintorni: il nuovo virgulto Karim Konate sarà uno dei nuovi giovani da cui la rappresentativa ripartirà.
Contro l'Egitto si è registrato l'infortunio di Kessié, uscito in lacrime, e una generale mancanza di idee nel vari reparti. La Nazionale non ha reparti deboli e sulla carta risulta essere tra le migliori del continente, ma manca ancora qualcosa per puntare in alto.
Fatto sta che ora le occasioni perse dalla nuova generazione sono due, con la prossima Coppa d'Africa prevista proprio in patria il prossimo anno. Stavolta non si potrà sbagliare. E con un anno in più in cui far ambientare vecchi nomi e nuovi arrivati, sembra possibile un ritorno al top. Poi, come al solito, sarà il campo a dare il proprio responso. Negli ultimi anni solamente desolante. Nessuno è stato profeta in patria.
