Il goal di Lautaro Martinez al Milan ha spianato la strada all'Inter verso la finale di Champions League che il prossimo 10 giugno i nerazzurri contenderanno al Manchester City allo Stadio Ataturk di Istanbul.
Al fischio finale, sul prato di San Siro, è esplosa la grande festa interista, di nuovo all'atto finale della massima competizione europea a tredici anni di distanza dalla magica notte del 22 maggio 2010.
Tra i più scatenati c'è stato sicuramente Federico Dimarcoche in modalità 'speaker' ha infiammato il pubblico di San Siro, microfono alla mano, lanciando cori e aizzando il festante popolo interista presente al Meazza.
Tra cori e sfottò d'ordinanza, Dimarco è stato osannato dalla folla, ma allo stesso tempo ha indispettito parte del pubblico di fede rossonera per aver intonato un coro di scherno nei confronti del tifo milanista.
Sotto casa del classe 1997, infatti, nelle ore successive al match è stato fatti posizionato uno striscione recitante:
"Dimarco pensa a giocare o quella lingua te la facciamo ingoiare".
Episodio che ha indotto il calciatore ad affidarsi ad un post sui social, attraverso il quale ha ritenuto opportuno scusarsi con il popolo rossonero.
"Martedì sera dopo la partita mi sono lasciato andare ad un momento di leggerezza.
Volevo chiedere scusa a tutti i tifosi milanisti che si sono sentiti offesi".
QUALE E' IL CORO CANTATO DA DIMARCO?
Il coro intonato da Federico Dimarco dopo la vittoria nella semifinale di ritorno di Champions League è quello noto come "Milanista chiacchierone...".
Il cui testo è considerato veicolo di incitamento alla violenza e sul quale le curve del Milan e dell'Inter hanno stipulato un accordo affinché non venisse più intonato.
Dopo il messaggio social di Dimarco, la Curva Sud rossonera ha risposto con un comunicato ufficiale, accettando le scuse poste dal giocatore dell'Inter:
"Da martedì sera tiene banco il caso Dimarco: capiamo e condividiamo la voglia di esultare e far festa, nessuno si è mai sognato di vietare festeggiamenti e sfottò, ma in una città come Milano ci sono dei limiti che non vanno mai oltrepassati, da una parte e dall'altra.
Le Curve di Milano si impegnano da 40 anni a portare avanti un patto di non belligeranza, un caso unico in Italia che permette di vivere nel rispetto, nella tranquillità e nella lealtà la nostra stracittadina.
Un conto sono i cori e gli striscioni di sfottò riferiti a giocatori e società "chi non salta è rossonero o interista vaffanc... ecc.", tutt'altro discorso sono i cori di scherno verso una curva intera alla presenza della stessa (con un coro che la stessa Curva Nord non canta di proposito da mesi).
Apprezziamo le scuse del giocatore Dimarco, comprendendo che a volte l'adrenalina e l'euforia possano giocare brutti scherzi, e ci auguriamo in futuro di non assistere più a scene simili, da ambo le parti".
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