L'euroderby è già storia: la finale di Champions League se la prende l'Inter che vince anche la gara di ritorno e vendica il doppio confronto di vent'anni fa. Il Milan, a cui resta qualche piccolo rimpianto, si lecca le ferite in attesa di giocarsi il tutto e per tutto nelle ultime tre gare di campionato.
Il primo squillo del match è proprio dei rossoneri con Theo Hernandez, che al 5' ci prova da fuori ma non trova la porta. L'Inter risponde subito con Barella, ma l'esito è lo stesso.
La prima grande occasione del match la disinnesca Onana parando su Brahim Diaz, che calcia col destro un rigore in movimento dopo un grande spunto di Tonali. Tredici minuti e il Milan sfiora già la rete che avrebbe potuto riaprire tutto, ma il portiere nerazzurro si tuffa alla sua sinistra e dice di no. Grande parata anche quella di Maignan su Barella poco dopo, seppur l'azione non era valida per fuorigioco. La partita è vivace, entrambe vogliono passare in vantaggio. Dopo una fase un po' più lenta, è il Milan a tornare a pungere con il primo vero sprint del tanto atteso Leao: al 37' il portoghese scappa a Darmian, salta Acerbi in area ma incrocia troppo col sinistro. Seconda grande palla goal per i rossoneri. L'Inter non sta a guardare: un minuto dopo ci prova Dzeko di testa, Maignan deve superarsi. Dopo due grandi botta e risposta, il risultato a San Siro è ancora fermo sullo 0-0. L'ultima cosa da segnalare nel primo tempo è il ko di Mkhytarian, sostituito al 43' da Brozovic a causa di un risentimento al quadricipite della gamba destra.
Nella ripresa altri guai fisici, ma dall'altra parte: esce Thiaw, entra Kalulu. Cambi anche dall'altra parte: Inzaghi getta nella mischia Gosens e Lukaku. Al 70' Leao sbaglia scelta di testa, l'Inter risponde con una galoppata di Acerbi il cui tiro rimpallato finisce comodo tra le braccia di Maignan. Proprio quando i ritmi sembrano più lenti, lo stadio lo accende Lautaro Martinez con un sinistro che trafigge il portiere rossonero e fa esplodere San Siro. L'argentino ci prova con un lob da fuori poco più tardi, stavolta Maignan è attento ma le energie del Milan, fisiche ma soprattutto mentali, sono allo streguo. Discorso opposto per l'Inter, che nelle gare a eliminazione diretta non è mai andata in svantaggio. E ora volerà meritatamente a Istanbul per giocarsi la coppa nell'atto finale, tredici anni dopo l'ultima volta.




