La Curva Nord dell'Inter non faceva un coro per un singolo giocatore dal 2010, figuriamoci per un allenatore. E invece dopo sette anni ha rotto questo particolare tabù, per inneggiare a Stefano Pioli.
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Arrivato in punta di piedi, con l'etichetta di 'normalizzatore', il tecnico ha conquistato tutti e soprattutto, cosa più importante, è riuscito a tramutare le idee in punti.
"Il dizionario dice che il normalizzatore è colui che riporta alla normalità - disse Pioli durante la presentazione - l’Inter vuole qualcosa in più della normalità. Spero che a fine stagione possiate dire che sono un potenziatore".
E ad oggi i numeri dicono proprio questo: da quando è arrivato all'Inter, Pioli ha vinto 12 gare su 16 in campionato ed ha una media di 2,31 punti a partita. Contro l'Atalanta è arrivata inoltre la prima vittoria in uno scontro diretto, e che vittoria.
Era infatti da 53 anni che l'Inter non segnava cinque reti nel solo primo tempo, ne sono invece passati 56 dall'ultima volta che i nerazzurri hanno realizzato 5 reti in 17 minuti. Numeri da record, che allontanano le ombre di Conte e Simeone.
In questi mesi Pioli si è guadagnato la fiducia di giocatori, tifosi e società. Dopo il 7-1 sull'Atalanta sono arrivati anche i complimenti di Suning, che in estate promette di regalare a Pioli una squadra pronta per il definitivo salto di qualità.
"Nei ragazzi è scattato qualcosa anche a livello mentale - ha spiegato Pioli - avevamo visto insieme che quella era una delle poche statistiche negative e loro si sono applicati ancora di più. Ora però dovremo andare avanti così fino al 28 maggio".
Da normalizzatore a potenziatore, Pioli sta dimostrando di non essere un allenatore di passaggio in attesa del Conte o del Simeone di turno. In questo momento è lui la vera arma in più dell'Inter.
