Diventato proprietario e presidente della Fiorentina nell’estate del 2019, Rocco Commisso nel corso degli ultimi anni non si è mai fatto problemi nel parlare di quelli che secondo lui sono i problemi del calcio italiano.
Spesso ha invitato tutti ad una maggiore trasparenza e chiesto che si facessero passi in avanti anche dal punto di vista strutturale al fine di avvicinare il nostro movimento a quelli più importanti d’Europa.
Commisso, incontrando gli studenti del Corso di laurea in Scienze motorie al Auditorium del CTO di Careggi, ha parlato degli investimenti nel mondo del calcio.
Io a Firenze non cammino con nessuna scorta anche se le critiche son molte - si legge su ‘Firenzeviola’ - Sono però una minoranza, quella che però fa più rumore. Io ho messo in vendita tre anni fa la Fiorentina, fino ad oggi nessun fiorentino è venuto da me per comprarla. Quindi rimango lo “stupido” americano venuto qui a investire. Noi abbiamo comprato la Fiorentina per 165-170 milioni e incluso questo e quello che è stato investito in questi anni siamo a 400 milioni. I ricavi non sono incrementati, soprattutto col Covid. Abbiamo aiutato gli ospedali fiorentini in quel periodo. Ora stiamo facendo grandi investimenti col Viola Park, che sarà inaugurato nei prossimi mesi, non so quando ancora, ma sarà sempre a disposizione della città. La Fiorentina non ha mai avuto una struttura di proprietà e questa struttura lo sarà. Sarà il centro sportivo più bello d’Italia e tutti, giornalisti e tifosi, rimarranno con la bocca aperta".
Commisso ha spiegato ch è impossibile investire di più sul club.
“Pensavano che il ricco Rocco venisse qui e spendesse tantissimi soldi ma non è così perché pure volendo non si può fare. C’è di mezzo il fair play finanziario. Rocco non fa imbrogli e non vuole fare imbrogli come fanno altri. Non parlo solo di quello che succede in Italia, ma anche in Francia e Inghilterra ci sono situazioni simili se non peggiori".
La Fiorentina non può competere con le grandi società a causa dei ricavi inferiori.
“Non mi hanno lasciato fare lo stadio qui. Peccato, perché se avessi cominciato quando volevo, ad oggi sarebbe quasi finito. Lo stadio negli altri paesi si vive sette giorni alla settimana, non come qui. Adesso ci vuole tempo: il Comune sta facendo lo stadio ma ci vorranno altri tre-quattro forse cinque anni. Questo significa che saranno passati dieci anni da quando sono venuto qui. Questo non vuol dire che non cerchiamo ricavi anche attraverso le coppe europee ed i trofei, è qualcosa di importantissimo per noi. Io voglio alzare i ricavi”.
Il calcio italiano sta vivendo un momento non semplice.
“Ci sono i furbi in Italia ed alcune squadre son state aiutate ad andare avanti nonostante avessero infranto le regole. Se ci sono regole vanno rispettate. Vediamo che succederà ora, certamente non è una situazione buona per il calcio italiano. Si riflette anche sulla Nazionale Italiana tutto questo”.

