Come nella Juventus, così in Nazionale: il punto fermo del 3-5-2 di Antonio Conte non può che essere la BBC tutta italiana formata da Barzagli, Bonucci e, ovviamente, Giorgio Chiellini , che intercettato dai microfoni del sito ufficiale della UEFA, ha spiegato cosa si prova a far parte del pacchetto arretrato più forte in circolazione.
" Non sono io a dover dire se siamo la difesa più forte ", ha ammesso scaramanticamente. " Ci sono diversi stili per difendere. Alcuni preferiscono i difensori che giocano meglio il pallone, altri quelli più aggressivi. Di sicuro noi sappiamo di avere un’ottima difesa in grado di fare grandi cose. I migliori, però, sono quelli che alla fine vincono ".
Per di più, giocare a tre o a quattro, lì dietro, per Chiellini non fa alcuna differenza: " Per me non cambia niente. Credo che i moduli si scelgano in base a giocatori a disposizione e non viceversa. Ma con grande rispetto per tutti, credo che sarebbe uno spreco non utilizzare me, Bonucci e Barzagli se siamo tutti al meglio della condizione ".
" Poi " - continua - " abbiamo dimostrato di poter anche giocare a quattro se c’è bisogno, con me o con Barzagli più larghi rispetto al solito. L’importante è che ci sia equilibrio in tutti i settori del campo. Del resto noi da soli non possiamo fare molto ".
Non è facile portare sulle spalle il peso di una tale responsabilità, specie in una competizione come l'Europeo: " Noi speriamo di dare alla squadra una sensazione di sicurezza, vogliamo far giocare i nostri compagni con la consapevolezza che hanno un muro solido alle loro spalle. Sicuramente è un aspetto importante, e speriamo di dare un grande contributo alla squadra per tutto il torneo ".
Poi, da veterano, spiega: " Con la nostra esperienza, dobbiamo anche aiutare quei giocatori che sono al primo o secondo torneo con la nazionale, aiutarli in questo passo così importante delle loro carriere. Avranno giocato diverse gare nelle qualificazioni, ma la fase finale è un’altra cosa ".
" Per noi è un doppio compito ", conclude, " dobbiamo giocare bene sul campo e allo stesso tempo aiutare i ragazzi meno esperti. D’altro canto, però, da loro riceveremo quell’entusiasmo tipico dei più giovani, quella sfrontatezza che forse ci manca avendo già giocato tanti tornei come questo ".


