Gian Piero Ventrone, fitness coach del Tottenham, è morto all'età di 62 anni. Una scomparsa improvvisa che lascia attoniti, in particolare i tifosi della Juventus, club a cui più di ogni altro il suo nome è stato legato.
Lo sbarco di Ventrone sul pianeta calcio ha segnato una cesura netta, un 'prima' e un 'dopo' per quanto riguarda il ruolo del preparatore atletico, rivoluzionato a suon di metodi innovativi (e anche discussi) atti a sfiancare i calciatori. Ma anche tremendamente efficaci nell'arco delle stagioni.
CHI ERA VENTRONE, IL 'MARINE' DEI PREPARATORI
Nato a Napoli il 14 aprile 1960, la svolta nella carriera di Ventrone avviene quando Marcello Lippi decide di portarlo con sé alla Juventus nel 1994, dando così il via ad una lunga era di successi in campo nazionale e internazionale: sotto le luci dei riflettori finiscono gli allenamenti con cui mette a dura prova la resistenza fisica di Gianluca Vialli e compagni, letteralmente stremati al termine di ogni seduta.
Energie profuse in abbondanza, al punto che proprio Vialli (secondo quanto si racconta) un giorno decide di rinchiudere Ventrone in un armadio, minacciando addirittura di chiamare la Polizia. Un atteggiamento figlio dell'esasperazione per dei metodi di carattere 'militaresco', retaggio della disciplina lasciatagli in dote dal padre Francescantonio (ex maresciallo dei Carabinieri) e dall'esperienza personale nel Battaglione San Marco, valsagli il soprannome di 'marine'.
"Nelle mie sedute - spiega Ventrone - esistono tre stadi. Il primo: 'a cosa serve tutto questo?'. Il secondo: 'sto bene, a qualcosa servirà'. Il terzo: 'cosa devo fare?'".
Una delle innovazioni di Ventrone è anche l'introduzione della musica all'interno di ogni estenuante seduta: dai Queen a Jovanotti, passando per i Nirvana o la famosa colonna sonora di Full Metal Jacket, il capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick.
A tal proposito, Ventrone viene spesso paragonato al sergente maggiore Hartman del film, associazione rafforzata dal percorso di guerra fatto allestire al vecchio 'Comunale' di Torino: lunghi tronchi di legno che, oltre ad avere una finalità fisica, hanno come obiettivo anche un consolidamento psicologico, utile per non mollare alla prima difficoltà.
"Cinque diversi gruppi di ostacoli di diversa difficoltà e con varie finalità, esercizi che servono per dare un certo tipo di resistenza e potenziamento, non solo fisico ma anche psicologico, perché aiutano l’atleta ad entrare nella mentalità di chi deve superare degli ostacoli".
Celebre, negli allenamenti di Ventrone, è anche la campana della vergogna: si tratta di una vera campana che, chi alza bandiera bianca prima della fine della seduta, è tenuto a suonare per comunicare ai compagni la propria resa, il non avercela fatta a differenza loro.
E' alla Juventus che si cementa il rapporto con Antonio Conte, affascinato dal piglio del 'marine', tanto da avviare una proficua collaborazione anche dopo il ritiro dalla scena agonistica: Ventrone figura nello staff del tecnico salentino a Bari e, in ultimo luogo, al Tottenham, dove imparano fin da subito a fare conoscenza con i bagni di sudore.
L'episodio più emblematico dell'avventura agli 'Spurs' risale all'estate da poco trascorsa: a Seul, in un ambiente condizionato dall'elevato tasso di umidità, Kane e Son stramazzano al suolo dopo una serie di scatti atti a coprire tutta la lunghezza del campo, lasciando col fiato sospeso i tifosi presenti sugli spalti.
Approcci forse 'estremi', ma portatori di soddisfazioni per chi riesce a metterli in pratica: ne sanno qualcosa anche in Cina al Jiangsu Suning e al Guangzhou Evergrande, a lungo la roccaforte di Fabio Cannavaro. Perché se un metodo è davvero vincente, lo è anche dall'altra parte del mondo.


