Un fulmine a ciel sereno, in un periodo nel quale certe notizie sono purtroppo diventate all’ordine del giorno. Stefano Pioli non potrà guidare il suo Milan nei prossimi giorni. A costringerlo ad una sosta forzata sarà la positività al Covid-19 riscontrata a seguito degli ultimi esami ai quali il tecnico, insieme a tutto il ‘gruppo squadra’ si è sottoposto.
L’allenatore rossonero è asintomatico, ma dovrà ovviamente rispettare il periodo di isolamento presso il proprio domicilio imposto dal protocollo adottato al fine di contrastare il Coronavirus.
Pioli quindi, almeno fisicamente, non potrà essere al fianco dei suoi ragazzi che lunedì torneranno in campo per iniziare la marcia di avvicinamento che conduce alla sfida con il Napoli in programma domenica 22 novembre. A farne le veci sarà il più fidato tra i suoi collaboratori: Giacomo Murelli.
Toccherà al vice-allenatore del Milan lavorare a stretto contatto con la squadra nel prossimo periodo e, con ogni probabilità, sarà lui a guidare i meneghini dalla panchina al San Paolo.
UNA VITA NEL MONDO DEL CALCIO
Nato a San Secondo Parmense nel marzo del 1964, proprio come Stefano Pioli è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Parma. I due hanno condiviso diversi anni nel club ducale ed insieme hanno anche esordito in prima squadra, prima che le loro stade si dividessero nel 1984.
Mentre Pioli si è trasferito alla Juventus, per poi continuare la sua carriera tra Verona, Fiorentina, Padova, Pistoiese, Fiorenzuola e Colorno, prima di appendere gli scarpini nel 1999, Murelli ha visto la sua lunga parentesi da calciatore proseguire tra Avellino, Parma, Tarano, Bologna, Brescello, Crociati Noceto, Colorno e Suzzara, prima del ritiro nel 2002.
Proprio nel corso delle cinque stagioni vissute all’Avellino, Murelli si è guadagnato un soprannome particolare: l’anti-Maradona. Negli anni in cui la compagine irpina giocava in Serie A, le sfide contro il Napoli erano vissute come dei derby estremamente sentiti e per quattro anni consecutivi è toccato proprio all’attuale vice-allenatore del Milan, che all’epoca era un terzino abile soprattutto in fase difensiva, marcare il fuoriclasse argentino. Gli scontri tra i due (Maradona è riuscito a segnare solo in un’occasione) sono sempre stati molto intensi, tanto che ad Avellino soprattutto sono in quale modo rimasti nella storia.
Quando Murelli ha chiuso la sua carriera da calciatore, l’ha fatto con 63 presenze condite da 2 goal in Serie A all’attivo, più altre 150 in Serie B.
GettyLA LUNGA COLLABORAZIONE CON PIOLI
Murelli ha iniziato la sua carriera da allenatore al Suzzara, la squadra con la quale ha disputato l’ultima stagione da calciatore. In due anni, dal 2001 al 2003, ha ottenuto una promozione dalla Promozione all’Eccellenza e messo in bacheca una Coppa Italia Dilettanti ed una Supercoppa Italia dilettanti.
Approdato nel 2003 al Modena, per entrare a far parte dello staff tecnico di Alberto Malesani, è poi rimasto nel club gialloblù quando alla guida della prima squadra è arrivato Stefano Pioli. Diventato suo vice, l’ha poi seguito anche al Parma, al Grosseto, al Piacenza, al Sassuolo, al Chievo, al Palermo, al Bologna, alla Lazio, all’Inter, alla Fiorentina ed ovviamente al Milan.
Sedici stagioni di collaborazione ininterrotta, spesso alla guida di alcune tra le più importanti squadre italiane.
Quando il 9 aprile 2019, Stefano Pioli ha rassegnato le sue dimissioni da tecnico della Fiorentina, è stato proprio Murelli a guidare i successivi allenamenti della compagine gigliata. Allora, per un breve frangente si parlò anche della possibilità che potesse essere lui a traghettare i viola fino al termine della stagione, ma tale opzione è stata ben presto messa da parte, e la panchina è stata affidata a Vincenzo Montella.
Pochi mesi più tardi, il 9 ottobre 2019, sia Pioli che Murelli sono ripartiti dal Milan, club con il quale si stanno togliendo non poche soddisfazioni.
“Con Stefano c’è un rapporto che va oltre il calcio. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini, siamo partiti insieme dal Parma, la squadra della nostra città. Io collaboro in tutto e per tutto, sempre nel massimo rispetto dei ruolo, e do dei consigli se richiesto”.


