L'indagine intorno all'esame farsa sostenuto da Luis Suarez potrebbe portare anche a conseguenze sportive. La FIGC ha già aperto un'inchiesta per fare chiarezza sui fatti. E ora la Procura di Perugia indaga anche sui dirigenti della Juventus.Le due inchieste, però, non vanno di pari passo, per cui potrebbero esserci conseguenze sportive e non penali, o viceversa.
Il nome di Fabio Paratici è stato fatto in alcune intercettazioni, ma fino a questo punto delle indagini non è stato riscontrato un coinvolgimento del CFO bianconero.
Secondo l'avvocato Maria Turco dello studio Chiappero, legale del club, la Juventus sarebbe anche estranea ai fatti, essendo lei stessa l'unico contatto con l'Università per quanto riguarda il discorso Suárez. Gli sviluppi futuri, comunque, riveleranno, se dovesse esserci, l'effettivo grado di coinvolgimento della società.
COSA RISCHIA LA JUVENTUS: ARTICOLO 32 DEL CODICE DELLA FIGC
Il codice della Federcalcio dal 2001, dopo lo scandalo passaporti, contiene un articolo che regolamente per l'appunto l'ottenimento di documenti di cittadinanza alterati o per eludere le norme.
"Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all’art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9".
Qualora l'inchiesta della FIGC dovesse riscontrare irregolarità nel comportamento della Juventus, i bianconeri potrebbero essere puniti con una multa in caso di responsabilità oggettiva, mentre penalizzazioni, retrocessione all’ultimo posto o esclusione dai campionati in caso di responsabilità diretta.
Al momento, comunque, la Juventus rischierebbe molto meno, come ha spiegato anche il legale Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo. Secondo l'avvocato Edoardo Chiacchio, "laddove si accertasse una violazione, rientrerebbe a mio giudizio nell’ampio alveo dell’articolo 4, comma 1, la mancata lealtà, piuttosto che nell’articolo 32 trattandosi di una fase pre-embrionale di un tesseramento".


