Verso il commissariamento, ma senza fretta. Le dimissioni di Tavecchio hanno ufficialmente aperto la crisi in Federcalcio che ora appunto rischia seriamente di essere commissariata dal CONI.
A dire il vero il presidente Malagò nelle ultime ore ha frenato su tale ipotesi, come spiegato sia ieri che oggi in un'intervista concessa a 'Il Corriere della Sera'.
"Stanno valutando gli uffici legali. Potrebbe anche non esserci un commissario, magari aspettare cosa succede dopo le assemblee delle Leghe. Se troveranno un loro presidente sarà un passo avanti...
Dovremo prima raccogliere le valutazioni legali dei nostri consulenti e poi prendere le opportune decisioni. Non è detto che si vada verso un commissariamento", ha spiegato Malagò.
La data ultima per sbloccare la situazione, insomma, è quella dell'11 dicembre quando scadrà ufficialmente il mandato di Tavecchio come commissario della Lega di Serie A. Se entro quel giorno i club non avranno trovato l'accordo sul nome del nuovo presidente la strada per il commissariamento della FIGC sarebbe spianata.
Più semplice, almeno all'apparenza, la situazione nella Lega di Serie B dove già domani l'attuale commissario Balata potrebbe essere eletto presidente.
Decisamente spaccata invece resta l'Assemblea di Serie A in cui alcuni, come Claudio Lotito, vorrebbero alla guida una figura istituzionale mentre le big con la Juventus in testa preferirebbero un profilo come quello di Gabriele Gravina, che a quel punto potrebbe lasciare anche la Lega Pro senza presidente.
La sensazione, insomma, è che il commissariamento della FIGC sia solo rimandato. Il futuro del calcio italiano, al momento, è ancora avvolto nella nebbia.
