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Andrea Pirlo Fabio Cannavaro ItalyGetty

Cannavaro racconta Pirlo: "Non è un musone, è un bastardo"

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E’ stato uno dei più grandi difensori di sempre ed è stato anche uno dei grandi protagonisti della splendida cavalcata che nel 2006 portò l’Italia a laurearsi campione del mondo.

Fabio Cannavaro è una di quelle persone che di quella spedizione può raccontare moltissimi aneddoti e, in una diretta Instagram con Nicolò De Devitiis, ha parlato di uno degli episodi più discussi di quel Mondiale: la testata di Zidane a Materazzi.

“Io ricordo solo il rumore, devo essere sincero. Ero lì vicino, mi girai e vidi Marco a terra. Sentii questo rumore e Marco mi disse ‘Mi ha dato una testata’. Se era dolorante? Al di là di quello, ha fatto quello che doveva fare. Si è buttato a terra e arrivederci e grazie. Ma fu una bella testata”.

L’ex capitano Azzurro, ha parlato di Andrea Pirlo svelando tratti del suo carattere.

“Lui è un bastardo, io lo posso dire. Andrea è sottile, ha la battuta dentro, è divertente e non è un musone come sembra. E’ molto di compagnia”.

Tra i retroscena svelati, anche uno legato a Giorgio Chiellini e al suo addio alla Nazionale.

“Quando lasciai la Nazionale mi chiamò un giorno Giorgio Chiellini che mi disse ‘Fabio, posso prendere la camera 205?’. Io risposi ‘Certo, perché mi chiami?’. E lui ‘Perché ho paura di qualche fantasma, dopo tanti anni che sei stato lì dentro’. Giorgio è una persona che stimo moltissimo”.

Cannavaro ha allenato molto all’estero ed ha ammesso di sentirsi pronto per un’esperienza in Italia.

“Mi piacerebbe, è normale. Sono quattro anni che sto sul campo, certamente mi sento più pronto, riesco a parlare con i giocatori e a farmi capire nonostante la lingua. Ho il mio staff e le mie idee, è una cosa molto importante”.

Il Napoli rappresenta da sempre un qualcosa di speciale per Cannavaro.

“E’ sempre stata la mia squadra del cuore, purtroppo ci ho giocato poco per problemi societari e poi non c’è stato già modo di tornare. Hanno detto che De Laurentiis mi voleva e che io non ci sono voluto andare, ma non c’è mai stato un contatto vero e proprio. Allenare il Napoli? Adesso hanno un grande allenatore. Io sono di Napoli, vivo a Napoli, la mia famiglia è di Napoli. A chi non piacerebbe allenarlo? Adesso quello che mi interessa e fare il mio percorso e di farmi trovare pronto”.

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