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Aleksander CeferinGetty

Campionato chiuso in Belgio, Ceferin: "Rischiano l'esclusione dalla coppe"

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Il Coronavirus ha costretto tutti i campionati europei a fermarsi e mentre in molti sono al lavoro per cercare di capire se, quando e in che modo si potrà ripartire, c’è chi ha già preso una decisione definitiva: fermarsi qui e assegnare il titolo.

La Pro League, il massimo campionato belga, ha chiuso con largo anticipo i battenti, rinunciando quindi ai playoff e playout che avrebbero dovuto regalare i verdetti definitivi della stagione. Il titolo è stato assegnato d’ufficio al Club Brugge e quindi, in definitiva, si è già venuta a creare la possibilità di concentrarsi sul prossimo campionato che, tra l’altro, potrebbe passare dalle sedici squadre attuali a diciotto.

Una decisione, quella presa dal Consiglio d’Amministrazione della Pro League, che non è affatto piaciuta ad Aleksander Ceferin. Il presidente della UEFA, in un’intervista rilasciata alla ZDF, ha aspramente criticato la strada intrapresa in Belgio.

“Non credo che sia questa la decisione giusta. La solidarietà non è una strada a senso unico, non si può chiedere aiuto e poi decidere da solo cosa ti si addice meglio”.

Ceferin non ha escluso che quanto deciso possa avere ripercussioni sui club belgi.

“I belgi e le federazioni che potrebbero considerare di fare lo stesso, stanno rischiando la partecipazione alle competizioni europee del prossimo anno”.

La volontà della UEFA è quella di terminare tutti i campionati, anche se questo può voler dire andare molto in là con i tempi e giocare tutte le partite che restano da recuperare a porte chiuse.

“Il calcio non è la stessa cosa senza tifosi, ma è certamente meglio giocare e rivederlo in Tv, piuttosto che non riaverlo affatto. E’ questo ciò che la gente vuole, ovvero rinnovata energia. Probabilmente parliamo di luglio o agosto, non potremo giocare a settembre o ottobre”.

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