Calciomercato Inter, Lukaku in pole per l'attacco: ma lo United fa muro

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Getty Images
Romelu Lukaku resta il sogno dell'Inter per il reparto avanzato: il Manchester United vuole sempre 70 milioni di sterline.

Messa una seria ipoteca su Nicolò Barella che ha ribadito la volontà di sposarne la causa, l'Inter pensa anche a puntellare l'attacco da consegnare ad Antonio Conte in vista del ritiro estivo a Lugano e della tournée asiatica che vedrà la squadra di scena a Nanchino con la Juventus e a Macao col PSG a luglio.

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Il nome principe attorno a cui ruota tutto l'interesse è sempre il solito: quel Romelu Lukaku ormai in uscita dal Manchester United, che però continua a chiedere 70 milioni di sterline (poco più di 78 milioni di euro) e non sembra propenso ad accettare l'inserimento di contropartite tecniche.

Come riferito da 'Il Corriere dello Sport', i nerazzurri hanno proposto Ivan Perisic o Mauro Icardi per abbassare la parte economica, offerta rigettata al mittente dai 'Red Devils' che preferiscono Milan Skriniar, ritenuto incedibile dalla società milanese che su di lui punta per il presente e gli anni a venire.

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Eppure l'esperienza di Lukaku al Manchester United sembra ai titoli di coda: indizio ne è il fatto che il belga non compaia tra le nove pagine utilizzate dal club per racchiudere tutti gli incontri della prossima Premier League, il cui calendario è già stato stabilito. Inoltre è assente pure nella campagna abbonamenti e la sua immagine non figura nemmeno tra i testimonial per la presentazione della nuova prima maglia. Tre indizi che, solitamente, fanno una prova.

Dal suo punto di vista, l'ex Anderlecht farebbe carte false pur di approdare in Serie A alla corte di Conte, recentemente definito come il miglior tecnico al mondo: a dimostrazione che, dipendesse da lui, sarebbe già a Milano per lavorare con il tecnico salentino.

E Icardi? L'Inter sta facendo capire a lui e all'entourage la volontà di farne a meno per voltare pagina. L'argentino continua a sostenere di volersi presentare in ritiro per giocarsi le proprie carte e cercare di convincere Conte, ma tutto lascia ormai pensare a un addio che si consumerà non appena si presenterà l'occasione giusta.

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