Guilherme e Billong, ma anche Sandro. Il più illustre dei tre elementi che il Benevento si è già assicurato nel calciomercato invernale per rincorrere il sogno impossibile della permanenza nella massima serie. 28 anni, dopo aver completato le visite a Villa Stuart firmerà in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza.
LA CARRIERA
Nato il 15 marzo del 1989 a Riachinho, comune dello Stato del Minas Gerais, Sandro Ranieri Guimarães Cordeiro si trasferisce ben presto nel Rio Grande do Sul e in particolare a Porto Alegre. Lo aspetta l'Internacional, che a 16 anni lo inserisce nelle proprie giovanili e, a 19, in prima squadra.
Il suo primo, vero momento di gloria arriva il 4 dicembre del 2008: Sandro parte dalla panchina nella finale di ritorno di Copa Sudamericana contro gli argentini dell'Estudiantes, entrando in campo nel primo tempo supplementare ed esultando quando Nilmar, a 6' dai rigori, segna il goal che vale il trofeo. L'allenatore è Tite, attuale ct della Seleção.
GoalIn pochi mesi Sandro diventa un titolare inamovibile dell'Inter. Tanto che sono 27 le sue presenze da titolare nel Brasileirão successivo, quello del 2009. Numeri che gli permettono di gioire per le prime convocazioni in nazionale e, nell'estate del 2010, trasferirsi al Tottenham in cambio di 10 milioni di euro.
L'esperienza inglese non va però come desiderato. Sandro - che nel frattempo partecipa da titolare alle Olimpiadi londinesi del 2012 - non riesce mai a inserirsi pienamente nella realtà degli Spurs, e a mettersi di mezzo è anche un grave infortunio ai legamenti del ginocchio, che nel 2013 lo costringe a 7 mesi di stop.
Incapace di tornare sui livelli a cui era arrivato in Brasile, Sandro viene così ceduto al QPR nel gennaio del 2014, senza riuscire a salvare gli R's dalla retrocessione. Da lì al WBA e quindi all'Antalyaspor: 12 presenze nella seconda parte del 2016/17, appena 3 da agosto a oggi. Non il miglior biglietto da visita, ma il Benevento ci crede.
FISICO E INTERDIZIONE
Sandro è uno di quelli che in mezzo al campo si fanno sentire. Il suo calcio è basato principalmente sull'aspetto fisico, grazie a un corpo massiccio e a un'altezza che sfiora il metro e 80 centimetri. Non certo da buttare, comunque, le sue qualità tecniche. E il calcio da fuori non va sottovalutato.

Il nuovo rinforzo del Benevento sa dunque imporsi con i muscoli e superarlo non è un'impresa semplice. Ama i contrasti e se necessario ricorre pure a qualche fallo, anche se in carriera è stato espulso appena una volta (a ottobre, con l'Antalyaspor) a fronte di 47 ammonizioni.
QUEL FEELING CON LA A
A 28 anni, dunque, Sandro approda finalmente in Serie A. Perché 'finalmente'? Perché il feeling con il nostro calciomercato è antico, datato e consolidato, se è vero che tanti club nelle scorse sessioni di calciomercato hanno instaurato discorsi più o meno profondi per portare il brasiliano in Italia.

L'Inter, il Milan, la Roma, la Juventus: a turno, con percentuali di veridicità più o meno elevate a seconda dei casi, Sandro è stato accostato un po' a tutte le big nostrane. Prima che il Benevento concludesse l'affare con l'Antalyaspor, anche il Torino sembrava interessato al suo acquisto.
L'hanno dunque spuntata i campani, che vanno ad aggiungere un tassello di esperienza a un centrocampo che non ha mai trovato una vera quadratura. Solo un 'ex' senza troppe pretese? I 28 anni di Sandro dicono di no, le sue ultime stagioni sembrano affermare il contrario. Ma il Benevento ci spera: la mission impossible parte da qui.


