"Mai stati in B". Questo è l'orgoglio dell'Inter, la bandiera che i tifosi nerazzurri sventolano sotto il naso dei rivali. Da oggi, chi non potrà più farlo è il quasi omonimo Internacional, retrocesso nella seconda serie brasiliana per la prima volta nella propria storia.
Inutile l'1-1 rimediato in casa del Fluminense nella trentottesima e ultima giornata del Brasileirão. Estremamente penalizzante un percorso mediocre dal primo all'ultimo turno: appena 11 vittorie in tutto il torneo per il Colorado gaucho, ex squadra di Paulo Roberto Falcão nella quale milita un'altra vecchia conoscenza del nostro campionato come l'ex viola Anderson.
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Falcão, che a Porto Alegre aveva vinto per tre volte il campionato (nel 1975, 1978 e 1979), è uno dei quattro allenatori che si sono succeduti da gennaio a oggi sulla panchina dell'Inter: è arrivato dopo Argel, rimanendo in carica soltanto per cinque partite (senza nemmeno una vittoria) e venendo rimpiazzato da Celso Roth prima e Lisca poi.
In tempi recenti l'Internacional era scampato alla retrocessione in due occasioni: nel 1999, salvato da un goal di Carlos Dunga, e poi nel 2002. Negli anni successivi era riuscito a tornare grande, conquistando la Libertadores nel 2006 e nel 2010 e, sempre nel 2006, anche il Mondiale per Club contro il Barcellona di Ronaldinho.
In Brasile rimangono dunque solo quattro i club che possono fregiarsi del fatto di essere sempre rimasti in prima divisione: il Flamengo, il San Paolo, il Santos e il Cruzeiro. Nel 2017 l'Internacional disputerà invece la Serie B, e in panchina siederà un personaggio che per anni ha giocato in Italia: l'ex giallorosso Antonio Carlos Zago.


