Da attaccante a terzino sinistro il passo è stato breve per Fabio Borini. Il Milan ha prelevato il giocatore bolognese la scorsa estate dal Sunderland con la formula del prestito con obbligo di riscatto e lui ha saputo rendersi utile alla causa riciclandosi in un ruolo per lui inedito.
"Il fatto di correre tanto è genetico, - ha dichiarato in un'intervista al settimanale della 'Gazzetta dello Sport', 'Sportweek' - mia mamma lo fa e anche mio padre".
Ma guai a definirlo un giocatore generoso: "A volte mi scoccia sentirmi definire così. - ha rivelato - È un appellativo che mi hanno dato perché corro tanto e mi adatto a ogni ruolo, ma non voglio che sia la sola cornice dentro la quale comprendere le mie caratteristiche".
"Ho detto a Gattuso che se da attaccante devo trasformarmi in terzino, voglio lavorarci su seriamente- ha sottolineato il rossonero - per evitare errori di posizione come quello che qualche settimana fa ci è costato il provvisorio pareggio del Chievo".
Quanto al suo carattere, Borini assicura: "Un'altra cosa sbagliata è quella che sarei uno spacca- spogliatoio, cosa che dicevano quando ero alla Roma".
"Sono anomalo, duttile e riservato.- ha spiegato - Perché faccio tante cose che in genere non fanno altri colleghi, tipo andare in centro con la bici. L’ho fatto anche alla prima cena di squadra e mi hanno preso per il c**o. Adesso ho pure ordinato il cestino. E sono riservato perchè tengo le emozioni per me, non ho neanche molta simpatia per i social".
Borini, che in questa prima stagione al Milan ha collezionato complessivamente 38 presenze, 4 goal e 7 assist in tutte le competizioni, spera di riuscire a ritagliarsi un futuro in rossonero, dopo aver fatto una lunga esperienza all'estero fra Chelsea, Swansea, Liverpool e Sunderland.
"Qui al Milan - ha affermato l'esterno di Gattuso - voglio dimostrare che posso stare in Italia, che da qui non sono scappato e che sono uno da Milan. E un po' l'ho già dimostrato".


