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Kalidou Koulibaly, Napoli, JuventusMiguel Medina

Benatia, il goal di Koulibaly e l'arbitro: "Mi ha detto ti guardo e ho perso la marcatura"

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La sua avventura alla Juventus non è stata troppo fortunata ma l'episodio più amaro per Benatia resta sicuramente quello accaduto nel famoso Juventus-Napoli vinto dagli ospiti allo scadere. Un errore che poteva costare lo Scudetto ai bianconeri.

Ora, intervistato da 'Sky Sport', Benatia svela un curioso retroscena su quanto accaduto quella sera quando il difensore perse la marcatura di Koulibaly.

"Stavamo facendo una buona partita col Napoli, personalmente è stata una delle mie migliori partite. Ho tenuto la difesa in piedi da solo dopo l'infortunio di Chiellini. Alla fine durante il calcio d’angolo l’arbitro viene da me e mi dice: ‘Bena, io ti guardo’. Io ho cercato di non tenere Koulibaly, ho perso la marcatura e ha segnato".

Per fortuna di Benatia e di tutti i tifosi bianconeri una settimana più tardi la Juventus avrebbe battuto l'Inter, seppure tra le polemiche per l'episodio della mancata espulsione di Pjanic tornato d'attualità in questi giorni dopo le dichiarazioni dell'ex procuratore federale Pecoraro.

"È stato un momento duro, triste, non ho dormito per due o tre giorni e in allenamento non parlavo. Contro l’Inter Allegri non mi ha messo, l’ho presa male. Sul personale. Fortunatamente poi abbiamo vinto grazie al Pipa e sono rimasto contento".

Benatia quindi ricorda la sua prima stagione in Italia, dove è arrivato grazie all'Udinese.

"All’inizio ho avuto un po’ di paura, ma non potevo rifiutare. È stato molto sofferente subito, perché era calcio vero, dovevo lavorare duramente. Ho pensato: ‘Ma perché sono venuto qua?’. A livello di intensità non ce la facevo, e mister Guidolin mi dava sempre consigli. Poi sappiamo tutti com’è finita".

Il difensore marocchino svela i suoi idoli ed esalta il suo ex capitano, Gigi Buffon.

"Nesta e Maldini mi hanno fatto amare il fatto di diventare difensore, perché io giocavo più avanti una volta e ringrazio loro per aver apprezzato questo ruolo. Capitani? Ci sono diversi modi per interpretare la fascia da capitano. Totti non parlava tantissimo nello spogliatoio, ma quando lo vedevi rappresentava Roma. Di Natale era un esempio da seguire, ma neanche lui parlava tanto. Per me il più capitano di tutti è stato Buffon: è una leggenda, ha vinto tutto ciò che si poteva vincere e parla sempre prima delle partite. Ha un amore per la Juve incredibile, è rimasto anche in Serie B ed è un esempio per tutti".

L'ambiente a cui Benatia è rimasto più legato però resta quello giallorosso, dove ha forse vissuto gli anni migliori della sua carriera.

"Sarei tornato a Roma a piedi. Non si è potuto fare, quando ero chiuso alla Juventus ho detto che o andavo in Qatar o se dovevo andare via sarei tornato alla Roma. Avevo cercato con Massara e Balzaretti, purtroppo non si è fatto. Roma rimarrà speciale per me".

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