E' un Andrea Belotti carico e per nulla preoccupato dal digiuno di goal quello che, in una lunga intervista concessa al 'Corriere della Sera', guarda avanti dopo la delusione azzurra.
Riguardo al nome del nuovo CT l'attaccante del Torino preferisce non sbilanciarsi e ricorda il suo mentore Ventura: "Non intendo divulgare le sue parole a fine partita ma non dimentico. Importanti e piene di sensibilità.
Tutti eravamo tristissimi. Io ho scaricato l’amarezza subito, ho visto altri piangere negli spogliatoi, altri ancora lo avranno fatto una volta tornati a casa".
Belotti ammette che guarderà il Mondiale ma assicura: "Non tiferò per nessuno, sono italiano. Ora sono concentrato, come tutti i miei compagni, sull’obiettivo che vogliamo raggiungere con il Torino. La qualificazione alla prossima Europa League".
Magari anche segnando qualche goal in più rispetto agli ultimi due mesi: "Veramente sono rimasto fermo un mese per infortunio e comunque il goal tornerà. Non è un’ossessione".
Infine Belotti racconta il rapporto con Mihajlovic: "E' il primo che crede in noi e ci trasmette ogni giorno questa fiducia. E poi in ritiro gli ho visto tirare certe punizioni..."




