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Alexi Lalas, dalla chitarra alla Serie A con il Padova

11:36 CEST 01/06/22
Alexi Lalas
Dopo i Mondiali 1994 giocati con gli Stati Uniti, il neopromosso Padova punta su Alexi Lalas in difesa: il difensore giocherà 2 stagioni in Serie A.

Il calcio è la seconda delle due grandi passioni di Alexi Lalas. La prima è la musica, visto che l'americano, nato a Birmingham, nella Contea di Okland, in Michigan, il 1° giugno 1970, prima ancora di giocare a pallone impara a suonare la chitarra e a cantare. E lo fa molto bene, considerato che parallelamente alla carriera calcistica, si affermerà poi come musicista di buon livello.

A calcio inizia a giocare nell'ultimo anno di Scuola superiore, il 1987, venendo anche votato come miglior giocatore della Scuola superiore del Michigan. In quello stesso anno dimostra di cavarsela anche con l'Hockey su ghiaccio: è infatti il capitano della squadra di hockey di Cranbrook, con cui si aggiudica il campionato statale. È preso in considerazione nel draft dell'Ontario Hockey League ma non viene selezionato.

Iscrittosi alla Rutgers University, prosegue così a giocare a calcio nella squadra del College, affermandosi nel ruolo di difensore centrale, benché non smetta di giocare a hockey. Forte fisicamente e dalla stazza imponente, essendo alto un metro e 91 per 89 chilogrammi, Lalas partecipa con la Nazionale olimpica statunitense alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, dopo aver debuttato anche nella Nazionale maggiore il 12 marzo 1991.

Inserita nel Girone con Italia e Polonia, la Nazionale a stelle e strisce saluta presto il torneo, ma tramite Bob McNab, Lalas riesce ad avere un provino per l'Arsenal. I Gunners lo fanno allenare per un po' con la squadra riserve, salvo poi decidono di tagliarlo, sentenziando che non aveva le qualità necessarie per sfondare in Prima squadra. Alexi è tuttavia determinato a sfondare e non si arrende.

Così ottiene la fiducia dell'allenatore giramondo Bora Milutinovic, che, diventato Ct. degli Stati Uniti, ne fa un pilastro della squadra che affronta da padrone di casa i Mondiali del 1994. Gli Stati Uniti sono inseriti in un girone sulla carta proibitivo, il Gruppo A con Svizzera, Romania e Colombia. Ma rispetteranno la regola che vuole che i padroni di casa riescano sempre a superare il Primo turno (infranta soltanto dal Sudafrica nell'edizione 2010).

Nella gara di apertura pareggiano 1-1 con la Svizzera, quindi, con grande sorpresa, superano 2-1 la Colombia nella partita tristemente celebre per l'autorete di Pablo Escobar che segnerà per lui la condanna a morte. Proprio in quella gara Lalas gioca una gran partita e segna di testa un goal che gli viene ingiustamente annullato per fuorigioco. Lunghi capelli, barba, baffoni e pizzetto rossi, che lo rendono anche un'icona del calcio a stelle e strisce, il difensore e gli Stati Uniti strappano la qualificazione agli ottavi di finale nonostante una sconfitta di misura indolore contro la Romania di Hagi nella terza gara.

Con 4 punti, rientrano fra le migliori terze, ma nella fase ad eliminazione diretta devono affrontare il Brasile di Carlos Alberto Parreira. La gara è tesa e contrariamente ai pronostici equilibrata, e gli Stati Uniti sperano dopo l'espulsione di Leonardo per una brutta gomitata rifilata a Ramos. Bebeto riesce però con un guizzo a spezzare lo stallo, i verdeoro gestiscono bene il vantaggio e nel finale l'espulsione di Clavijo sancisce la nuova parità numerica e il passaggio del turno della Seleçao.

Lalas, dopo quell'esperienza, non dimenticherà mai di ringraziare Milutinovic.

"Quando ho incontrato Bora Milutinovic per la prima volta - disse il difensore - ero solamente un ventiduenne punk che non aveva mai pensato al suo posto nel mondo. Mi ha insegnato a giocare e mi ha dato una nuova collocazione in campo per cui, nella mia immaginazione, quell’uomo è un genio assoluto".

Le buone prestazioni ai Mondiali 1994 di Lalas non passano inosservate e nel 1994 il neopromosso Padova decide di portare il difensore statunitense in Serie A, in un momento del calcio italiano in cui il numero degli stranieri è in costante crescita. I biancoscudati pagano 400 milioni il suo cartellino alla Nazionale statunitense, garantendo al calciatore 250 milioni di ingaggio. 

Lalas sbarca in Italia a 24 anni fra l'incredulità generale, ma finirà per stupire un po' tutti. 

"Ci sarà da lavorare parecchio. - dichiara alla 'Rai' - Non è facile giocare in Italia, soprattutto per un americano. Prima di tutto dovrò farmi valere sul campo".

L'esordio in Serie A il 4 settembre 1994 è un vero e proprio incubo. Al Ferraris la Sampdoria di Mancini e Platt 'passeggia', travolgendo i veneti di Sandreani 5-0. 

"La Sampdoria ha suonato troppo forte - commenta il difensore dopo la partita - noi non siamo riusciti a tenere il ritmo". 

La musica purtroppo per Lalas e per il Padova non cambia nemmeno nelle successive 4 gare, cosicché i biancoscudati arrivano al confronto con il Milan con un solo punto e 15 reti al passivo. La partita con la squadra di Capello segna però la svolta della stagione dei biancoscudati e del difensore americano.

Contro i campioni d'Italia gioca una grande gara in difesa e si toglie lo sfizio di siglare il primo goal in Serie A. Rossi in uscita si scontra con Galderisi, la palla piomba sui piedi di Lalas, che non ha difficoltà a insaccare a porta sguarnita. Nella ripresa il Padova trova anche il raddoppio con Gabrieli. Davide sconfigge Golia, lui però non si esalta.

"Sono solo un piccolo giocatore nel mondo del calcio", dice dopo aver stretto la mano a Capello.

La sera è ospite della 'Domenica Sportiva' ed è un vero e proprio show. "Ciao bella!", dice alla presentatrice Alessandra Casella, esibendosi poi alla chitarra. Proprio nel 1994, con la sua band, i 'Ginger', incide il suo primo album, 'Woodland'.

Il secondo goal italiano di Lalas è la rete della bandiera dei suoi nel pesante 5-1 subito a Roma contro la Lazio, e i veneti chiudono il girone di andata al terzultimo posto con 17 punti a pari merito con Reggiana e Cremonese, con cui si prospetta una lotta all'ultimo sangue per la salvezza. 

Lalas vive i momenti più difficili allontanando lo stress e risponde alle domande dei giornalisti in modo schietto e senza peli sulla lingua, spesso stupendo i suoi interlocutori. Come quando a chi gli riferisce delle critiche di Zeman, replica:

"Io penso che Zeman è... un vaffanculo!".

Una volta, dopo una partita, lascia di stucco il suo interlocutore:

“Come ho preso la sconfitta di oggi? Non mi importa nulla: adesso vado a casa, suono la chitarra, sto con la mia ragazza e tutto si sistema".

La stagione di Lalas e del Padova ha il lieto fine: la squadra di Sandreani si impone 5-4 ai rigori nello spareggio salvezza giocato contro il Genoa al Franchi di Firenze, e conquista la permanenza in Serie A. Nel 1995 Lalas è votato come 'Calciatore statunitense dell'anno'.

Nel 1995/96 il difensore, alle prese con problemi fisici, totalizza invece appena 11 presenze senza lasciare il segno. Il Padova crolla e chiude all'ultimo posto, precipitando in Serie B.

Dopo 2 anni l'avventura italiana di Lalas è di fatto già finita. Il difensore americano torna negli Stati Uniti per giocare nell'MLS con New England Revolution, New York Metrostars, Kansas City Wizards e Los Angeles Galaxy. Lascia la Nazionale nel 1998 prima dei Mondiali francesi, mentre nel 2002 si ritira ufficialmente dal calcio giocato, dopo aver vinto una Coppa degli Stati Uniti, un campionato nordamericano e una Champions League del Nord America. Musicalmente produce altri 4 album dopo quello del debutto. 

Per alcuni anni fa il dirigente per gli stessi Galaxy, per San José e per New York Red Bulls.

 

Nel maggio 2014 si laurea alla Rutgers University. Attualmente fa il commentatore per Fox Sports. Il suo legame con la città di Padova, gli ex compagni e i tifosi è rimasto molto forte, come dimostra l'accoglienza ricevuta quando nel 2019 ha fatto ritorno in città dopo tanti anni. Oggi il suo look è molto diverso da quello del 1994: Lalas porta i capelli corti e ha tagliato anche la barba, ma dentro di sé è rimasto ancora quel ragazzo che nel 1994 approdò in Serie A.